Garlasco, l'amputazione della Verità

Sulla falsariga del monologo di Scent of a Woman (profumo di Donna), Cosa direbbe Al Pacino nei panni dell'Avvocato di Stasi.
"Non gli interessa l'etichetta di 'imputato ancora degno della società'. Ma che significa? Qual è il vostro motto nelle aule di giustizia: basta seguire il copione del sospettato perfetto per salvarsi il culo? E chi non rientra nei vostri schemi mediatici viene mandato al rogo?
Beh, signori miei, quando piove la merda del sospetto, c'è molta gente che scappa — inquirenti che non vogliono ammettere errori, periti che si arrampicano sugli specchi — persone sopra ogni sospetto che sanno che verranno scoperte - e pochi altri che tengono duro. Qui c'è un ragazzo che ha affrontato il fuoco di tre processi, mentre i veri colpevoli si nascondono nelle pieghe di indagini fatte male (per essere gentile), protetti dal silenzio di chi non ha avuto il coraggio di guardare altrove.
E voi che cosa avete fatto? Avete deciso di distruggere Alberto per salvare la faccia di un'inchiesta che non tornava (o peggio, montata a dovere). Io non so chi abbia frequentato le vostre accademie di investigazione e legge, quali grandi giuristi o padri del diritto, ma il loro spirito è morto. Se mai è esistito, è scomparso tra le congetture e le prove falsate.
Nelle vostre aule state forgiando dei burocrati del diritto, una razza di funzionari che preferisce una condanna ingiusta a una verità scomoda. Se credete di amministrare la Giustizia con la 'G' maiuscola, levatevelo dalla testa, perché io vi dico che state uccidendo proprio quello spirito che lo Stato pretende di infondere. Che truffa! E che cos'è questa pagliacciata, questa farsa mediatica che avete messo su per anni, specialmente in TV?
L'unica anima integra in questa aula è quella di chi è rimasto in silenzio a subire, senza vendersi alla gogna. Qualcuno lo voleva comprare con il baratto della confessione in cambio di uno sconto di pena. Ma lui non vendeva.
C'è stato un tempo in cui ci vedevo, e allora ho visto ragazzi con il corpo dilaniato, ma non c'è niente — niente — di peggio che assistere alla stupida amputazione di un'anima. Perché per quello non c'è protesi. Voi pensate di rispedire questo ragazzo in una cella per sedici anni e poi ridarlo alla società con la coda tra le gambe? Io vi dico che voi, signori miei, criminologhi veri o falsi, state condannando a morte la sua anima! E perché? Perché non era il colpevole che volevate? Perché non era un privilegiato intoccabile?
Infangate la divisa, le lauree e la toga tutti quanti, voi carabinieri, criminologhi, giudici, periti e pseudo-giornalisti assetati di share... andate a fare in culo!
Entrando qua dentro ho letto: 'La legge è uguale per tutti'. Beh, quando la verità si rompe, cade a pezzi tutto il sistema. Ed è già caduta, signori. È già caduta. Fabbricanti di sentenze, non di giustizia."
Masaniello Pasquino
P.S. Questo testo è chiaramente un adattamento del celebre monologo di Al Pacino (il colonnello Frank Slade) nel film Scent of a Woman - Profumo di donna. Tuttavia, queste parole non riflettono solo il mio pensiero, ma quello della stragrande maggioranza degli italiani che sta seguendo questa vicenda.
Oggi, sul caso di Garlasco, sono in gioco i pilastri stessi della giustizia e dei diritti individuali, nel bel mezzo di una battaglia senza precedenti tra il giornalismo televisivo tradizionale e l'approfondimento degli YouTuber. Con il Referendum sulla giustizia alle porte, il rischio è che questo cortocircuito diventi l'ennesimo scontro politico, trasformando una ricerca di verità in una "pizza" di pessimo gusto sulla pelle delle persone.
