Il Segreto della Longevità tra Genetica e Resilienza: Il Caso Brasile e l'Incognita del Futuro

La scienza volge lo sguardo al Brasile per decifrare l'enigma della vita eterna. Un recente studio pubblicato sulla rivista Genomic Psychiatry, guidato dalla scienziata Mayana Zatz dell'Università di San Paolo, ha rivelato che il Brasile detiene uno dei patrimoni genetici più ricchi e inesplorati al mondo per lo studio dei "supercentenari" (individui oltre i 110 anni).
Il "Mischio" che salva la vita: Il tramonto dei matrimoni locali
I dati sono impressionanti: la ricerca analizza oltre 160 centenari, tra cui icone di resilienza come Suor Inah Canabarro Lucas, scomparsa a 116 anni. Il segreto, secondo i ricercatori, risiederebbe proprio nel "melting pot" brasiliano. Secoli di mescolanza tra popolazioni indigene, europee, africane e asiatiche hanno creato una diversità genetica unica.
Questa varietà ha permesso l'emergere di varianti protettive che non si trovano in popolazioni più omogenee. È la conferma scientifica di un sospetto che nutriamo da tempo: il vecchio adagio "moglie e buoi dei paesi tuoi" è, dal punto di vista della salute, un fallimento. La chiusura tradizionale e i matrimoni tra consanguinei o all'interno di piccole comunità locali portano inevitabilmente a malattie genetiche gravi, sia fisiche che mentali. La forza risiede nell'apertura e nell'incrocio.
Resilienza Naturale vs. Era mRNA
Lo studio evidenzia un punto fondamentale: i supercentenari brasiliani possiedono un sistema immunitario straordinariamente efficiente. Molti di questi individui hanno superato l'infezione da Covid-19 nel 2020, prima della somministrazione dei vaccini, sviluppando risposte anticorpali robuste in modo del tutto naturale. La loro capacità di "autofagia" (pulizia cellulare) e "proteostasi" è paragonabile a quella dei giovani.
Tuttavia, sorge un interrogativo inquietante che la scienza ufficiale spesso evita: questi dati sulla longevità estrema si confermeranno anche per le generazioni post-pandemiche? Se prima del 2020 la strada verso i 100 anni sembrava tracciata da una biologia forte, oggi l'introduzione dei vaccini a mRNA solleva dubbi sulla tenuta del nostro sistema immunitario. Molti sospettano che questi trattamenti abbiano in realtà ridotto la nostra protezione naturale, alterando quegli equilibri che per millenni hanno garantito la sopravvivenza dei più forti.
Il caso Italia: dalla longevità al declino?
L'Italia è stata per decenni il simbolo della longevità mondiale. Ma questo primato sta vacillando. Da un lato siamo tornati a dinamiche di chiusura locale, dall'altro l'incidenza della mortalità post-vaccinale sembra segnare un punto di non ritorno.
"Vorremmo avere i numeri reali di questo aumento di decessi e della perdita dei dati storici sulla longevità. Ma una cosa è certa: la medicina di precisione del futuro dovrà tenere conto che non si può sostituire una resilienza genetica naturale, forgiata in secoli di storia, con soluzioni artificiali che rischiano di toglierci ogni difesa."
Conclusione
Il Brasile ci insegna che la varietà genetica è la nostra migliore assicurazione sulla vita. Ma ci lascia anche un monito: la longevità che abbiamo ammirato fino a ieri era figlia di un'immunità robusta e di un sangue che "viaggiava" e si mescolava. Se la politica e la sanità non torneranno a proteggere questa naturale capacità di difesa, rischiamo che i supercentenari diventino solo un ricordo di un'epoca passata, prima che il mondo decidesse di sperimentare sulla propria pelle.
Andrea Ruggeri
Ps. Secondo l'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica (IBGE), la popolazione anziana in Brasile ha registrato una crescita del 18% nell'arco di cinque anni, ma in base a un rilevamento del 2018/19 prima cioè della pande mania e del vaccino mRNA. Per essere chiari.
