Poste Italiane, truffa euro rubati, ma nessun rimborso

15.02.2026

Lettera di un cittadino incazzato - Fatto Reale

Gentile Redazione,

vi scrivo per raccontare una vicenda che mi ha lasciato amarezza e senso di impotenza. Non parlo di un pacco in ritardo o di una raccomandata smarrita, ma di qualcosa che riguarda direttamente i miei risparmi.

Qualche anno fa qualcuno, falsificando la mia firma, ha utilizzato la mia Postepay per attivare un contratto con Telefonico. Parliamo di addebiti mensili per due anni: cifre piccole, quasi invisibili, soprattutto per chi — come me — utilizza poco quella carta. Per quasi due anni ho pensato fossero importi legati alla mia SIM.

Solo dopo ho scoperto che quel contratto non l'avevo mai richiesto né utilizzato.

Mi sono recato alle Poste una prima volta: mi è stato detto che non potevano fare nulla. Tornato a casa, ho scoperto che potevo presentare denuncia e sono tornato allo sportello per avviare la procedura. Dopo alcuni mesi mi hanno convocato per mostrarmi il contratto: un documento pluriennale con addebito mensile. Sul foglio c'erano 4 firme, tutte false. Nessuna lontanamente simile alla mia.

Su consiglio di un amico contabile sono tornato alle Poste: il direttore dopo un'ora di attesa, mi ha detto che senza denuncia alla polizia non si poteva procedere. Sono andato in questura, ho sporto denuncia e gli agenti — molto corretti — mi hanno spiegato che casi simili sono numerosi ma che avrebbero indagato. Ho portato copia della denuncia alle Poste. La risposta è stata: "Bisogna aspettare" e fino a li lo avevo capito avevo aspettato circa 50 minuti prima di essere atteso, ma il funzionario parlava del tempo per un eventuale posizione delle poste.

Dopo quasi due anni ho ricevuto un avviso: la Procura della Repubblica mi aveva inviato una comunicazione. Sono tornato alle Poste due volte nello stesso giorno per ritirare la lettera, un'altra ora persa. A casa ho letto che, accertata la truffa ai miei danni per un totale non superiore ai 300 euro (ritenuto importo "non grave" e quindi da archiviare in pochi giorni), potevo oppormi all'eventuale archiviazione ma i tempi erano stretti e i costi alti.

Sono tornato alle Poste per chiedere almeno la restituzione del valore sottratto dalla mia PostPay. Mi è stato risposto che senza avviare una causa civile per danni non potevano fare nulla e chiaramente vincerla (sulla base della lettera della Procura).

A quel punto mi sono chiesto: avrei dovuto assumere un avvocato, spendere più dei 300 euro sottratti, sostenere ulteriori spese e attendere forse 2 o 3 anni per una sentenza? E tutto questo per rivalermi magari su un giovane che aveva agito spinto da un'azienda telefonica interessata solo a moltiplicare contratti?

Cosa fa, realisticamente, il 99% delle persone in questa situazione? E parlo di quelli che avrebbero avuto la pazienza di farlo. Nulla.

Non critico il lavoro della Polizia, che è stato professionale. Ma in totale ho fatto 9 visite all'ufficio postale, con spese di spostamento e attese di 20–50 minuti ogni volta.

Paghiamo commissioni su ogni operazione, un canone annuale, costi per bollettini e servizi vari. E quando una truffa viene accertata, senza una causa civile non si ottiene la restituzione delle somme.

Per molti cittadini l'ufficio postale è l'unica opzione disponibile. Proprio per questo dovrebbe garantire una tutela effettiva. ma in realtà è solo facciata.

Vi scrivo perché credo che queste storie debbano essere raccontate. Non per polemica, ma per chiedere maggiore protezione per chi affida i propri risparmi a un servizio pubblico.

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E chiaramente noi abbiamo pubblicato anche perché una cosa analoga è successa a noi, e anche perché molte persone ricordano le POSTE Italiane come un servizio pubblico, ma in realtà oggi è un SPA e Poste Italiane partecipa al Piano Complementare al PNRR con il Progetto Polis – Case dei servizi di cittadinanza digitale.[46]

L'obiettivo del Progetto Polis è di erogare i servizi della pubblica amministrazione, favorire la coesione economica, sociale e territoriale del Paese e il superamento del digital divide nei piccoli centri e nelle aree interne.

Il Progetto Polis prevede due principali linee di intervento: sportello unico e spazi per l'Italia, e un servizio pubblico promosso dal Governo. Non prevede che TU cittadino abbia restituiti i TUOI soldi rubati da altri pur con denuncia e condanna, un peccato, ormai sono diventati anche loro un porto poco sicuro per i nostri risparmi.

Djàvlon