Una conferenza stampa che non parla ai giornalisti

10.01.2026

Si è tenuta presso l'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti insieme all'Associazione Stampa Parlamentare.

Un'occasione importante, certo. Peccato però che, ancora una volta, le associazioni di giornalisti siano state escluse. Eppure avremmo avuto molte cose da dire. E siano stati invitati sempre gli stessi, quelli insomma che a noi poco servono e realmente non ci rappresentano.

Il punto è semplice: l'Ordine non rappresenta davvero i giornalisti, ma si limita a imporre regole. Regole che spesso non hanno nulla a che vedere con i problemi reali di chi questo mestiere lo esercita ogni giorno, in Italia e all'estero.

Durante la conferenza si sono ascoltate domande e interventi che poco o nulla avevano a che fare con la professione giornalistica. Domande che i soliti noti possono già fare ogni giorno, perché l'Associazione Stampa Parlamentare è l'unica ad avere accesso diretto e continuo a questo tipo di spazi.

Se fossimo stati invitati, avremmo posto domande diverse.
Per esempio:

  • come intende il governo affrontare il tema dell'Intelligenza Artificiale nel giornalismo;

  • dove finiscono i contenuti, gli articoli e i contributi di chi lavora e scrive usando queste tecnologie;

  • come vengono tutelati il lavoro, il diritto d'autore e la professionalità dei giornalisti.

Invece si è parlato d'altro. Persino di Groenlandia. Domande fuori contesto, che andrebbero semmai rivolte ad altri governi e ad altri leader internazionali.

Il vero tema, però, resta uno: perché non garantire ai giornalisti il riconoscimento del merito, invece di ridurre tutto a una semplice iscrizione all'Ordine?

Penso ai giornalisti italiani formati o registrati all'estero.
Penso a chi da anni lavora nella comunicazione internazionale.
Penso alla necessità di insegnare un uso corretto dei social e delle reti digitali, oggi fondamentali per informare.

E mentre tutto questo restava fuori dalla sala, i "giornalisti maestri" continuavano a porre le stesse domande che ascoltiamo ogni giorno sui grandi quotidiani e in televisione. Attaccare il Presidente del Consiglio e il governo in una sede come questa non è solo inutile: è una forma di maleducazione istituzionale che non porta alcun beneficio alla categoria.

Poi abbiamo visto il quotidiano attacco politico da entram,be le parti e particolarmente verso sinistra e ne abbiamo le scatole piene, perché non parlare realmente dei nostri problemi, delle nostre risorse, ora in mano a pochissimi editori, ai quali la maggior parte dei giornalisti li presenti ricevono lo stipendio.

Ed è anche uno dei motivi per cui sempre meno professionisti veri, quelli cioè che sanno fare il lavoro di giornalista, scelgono di iscriversi all'Ordine.

Abbiamo comunque deciso di pubblicare il video integrale della conferenza, affinché chi legge possa farsi un'idea diretta di quanto accaduto.

Come presidente di GIA – Giornalisti Italiani Associati, auspico di poter incontrare presto il Presidente del Consiglio. Non per fare polemica, o domande solite, ma per porre domande concrete, utili e necessarie al futuro della nostra professione.

Andrea Ruggeri