Ayrton Kimi Antonelli

10.09.2026

A volte penso che, quando una persona scompare, quando muore, non se ne vada davvero del tutto. Che lasci dietro di sé un'energia, qualcosa di invisibile e potente, destinato a restare sospeso nel tempo fino a quando non trova qualcuno capace di accoglierlo e farlo tornare vivo.

Quando Ayrton Senna morì a Imola, tra Imola e Bologna sembrò fermarsi qualcosa. Come se una parte della sua energia fosse rimasta lì, in attesa.

Oggi penso che quella energia abbia trovato un corpo in cui tornare a rivelarsi: quello di Andrea Kimi Antonelli, ragazzo di Bologna.

Lo stile, il talento naturale, la precocità. Quella capacità rarissima di rendere semplici cose che semplici non sono affatto. La giovinezza, le vittorie che sembrano arrivare con naturalezza e che invece hanno qualcosa di straordinario. E poi quella somiglianza, difficile da spiegare soltanto con i lineamenti.

C'è qualcosa nei suoi occhi, nel modo di stare in pista, nella naturalezza con cui affronta la velocità, che riporta inevitabilmente il pensiero a Senna.

E forse ora non sono più soltanto pochi appassionati ad accorgersene. Se ne sta accorgendo tutta l'Italia.

Anche chi, come me, ha il cuore inevitabilmente rosso Ferrari.

Perché davanti a certi talenti il tifo, per un momento, passa in secondo piano.

E allora viene quasi da pensare che quell'energia rimasta sospesa per tanti anni tra Imola e Bologna abbia finalmente trovato la sua strada.

Come se qualcosa di Ayrton, senza bisogno di essere imitato, fosse tornato ancora una volta in pista.
 
Andrea Ruggeri 

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