Calabria escalation di paura verso i politici locali e non solo

09.01.2026

Sulle minacce e le intimidazioni ai politici calabresi — e in alcuni casi siciliani — devo dire che, pur non essendo pienamente d'accordo, comprendo l'esasperazione dei cittadini.
Ciò che conta davvero, però, è un'altra cosa: votare meglio, votare sempre e poi sapersi distanziarsi quando un politico non fa, o peggio distrugge. Non basta seguire passivamente un partito o un gruppo: bisogna premiare chi merita e cacciare chi non merita.

Certo, a volte prevale la voglia di punire chi ci dissangua e getta nella spazzatura i nostri soldi pubblici, mentre la spazzatura — quella vera — ci travolge. I numeri ci dicono che chi amministra i territori del Sud, ma non solo, convive ormai con minacce quasi quotidiane e che la Calabria è, dopo la Sicilia, la regione più colpita. Forse perché i siciliani sono più "incazzosi", forse per altre ragioni strutturali.

Resta il fatto che questo livello di intimidazione non può essere considerato normale, anche se non può essere del tutto escluso dopo una lunga serie di situazioni sconcertanti: dalla gestione della pandemia fino ai recenti insuccessi che continuano a collocare la nostra terra agli ultimi posti nelle classifiche della qualità della vita.

Va anche detto che queste aggressioni non riguardano solo chi fa politica. Coinvolgono anche chi opera nella sanità e in altri settori fondamentali, colpevoli — agli occhi dei cittadini — di maltrattare la popolazione o di non garantire servizi dignitosi.

Questo articolo risponde, in qualche modo, alla nota del senatore della Lega Tilde Minasi, che è tornata a occuparsi del grave clima di intimidazione che circonda gli amministratori locali, richiamando gli episodi registrati in Calabria tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio. In realtà ha ragione. Ma allo stesso tempo bisognerebbe prendere atto di un dato evidente: nessuno, sinceramente, ne può più.

Abbiamo bisogno di segnali positivi, concreti, sia dalla politica sia da chi opera nella sanità e nei servizi. Altrimenti la situazione rischia solo di peggiorare. Non basta lamentarsi: serve migliorare la gestione locale, alzare la qualità dei servizi, abbassare lo scontro e tornare finalmente a lavorare per i cittadini, non contro di loro.

Certo come cittadini non ne possiamo più.

Masaniello Pasquino