Dal consigliere del Colle vergognose dichiarazioni

20.11.2025

Che vergogna. Non solo quelle chiacchiere "tra amici", ma la mancanza di rispetto verso l'istituzione Governo da parte di un consigliere del Presidente della Repubblica, non puoi dire quello che vuoi se sei l'immagine del Presidente.

Piccola parentesi, se queste "chiacchiere tra amici" le facessimo noi sul Presidente andremmo tutti processati, e sicuramente condannati.

La vicenda rappresenta perfettamente la frenesia della politica di oggi. La Verità pubblica un'indiscrezione che vede al centro Francesco Saverio Garofani, consigliere del Presidente Sergio Mattarella. «Un anno e mezzo di tempo forse non basta per trovare qualcuno che batta il centrodestra: ci vorrebbe un provvidenziale scossone», avrebbe detto l'ex deputato PD in un luogo pubblico. L'intenzione – secondo il direttore del quotidiano, Maurizio Belpietro – sarebbe quella di fermare il Governo Meloni prima che possa vincere ancora, così da avere più spazio di manovra nel 2029 per eleggere il prossimo Capo dello Stato. Riprende la notizia il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, e scoppia il caos.

Le opposizioni gridano alla "bufala", i giornali parlano di "presunto complotto". Poi arriva la replica del Colle, che definisce l'indiscrezione un "attacco costruito". Parte la caccia, non a Garofani, ma a Bignami. I giornali sono pronti a riscrivere tutto: "Ecco chi è X", con annessi "scheletri nell'armadio" per screditarlo.

Finché non interviene lo stesso Garofani. Al Corriere dice che era solo una "chiacchierata in libertà tra amici", senza però prendere una chiara distanza dalle frasi attribuitegli. E aggiunge: "Il Presidente mi ha rassicurato". Ma cosa significa?

Addirittura Garofani ripete ad altri giornalisti: "Erano solo chiacchiere tra amici e il Presidente mi ha rassicurato". Insomma: se dopo un fatto del genere qualcuno ti "rassicura", come lo dobbiamo chiamare?

La Verità, in prima pagina, titola: "Provano a occultare le trame del Colle". Grave anche l'attacco a Bignami per aver semplicemente chiesto chiarimenti.

Una vergogna, amplificata da certa stampa (guarda un po) che afferma che la richiesta di chiarimenti sarebbe diventata "uno scontro mai visto" cercando di usare il niente per cominciare l'attacco alla Meloni.

Una cosa è certa: dopo le vergognose dichiarazioni – spero scritte da quei consiglieri, perché se fossero dirette dal Presidente sarebbe un fatto gravissimo – sulla pandemia e sul "siero magico", poi rivelatosi inutile e dannoso (con malattie e morti annesse), dopo le uscite su Israele, Ucraina e altre vicende internazionali, con relazioni compromesse e scontri diplomatici, forse è arrivato il momento di smetterla.

E non lo dice Masaniello Pasquino, che qui vi scrive, ma la piazza. Una piazza che non ne può più. E non parlo dei falsi scioperanti che non sanno neanche perché scioperano, ma dei cittadini veri.

Masaniello Pasquino