Dimenticati dai capitali turistici privati. Svegliamoci

Il Sud dimenticato dai grandi capitali: tra potenziali inespressi e la sfida dei "Cammini di Paolo"
Mentre la Capitale si conferma il nuovo laboratorio mondiale dell'ospitalità d'eccellenza, il Sud Italia continua a lottare con una cronica mancanza di investimenti. È un paradosso tutto italiano: i grandi investitori internazionali sembrano aver compreso perfettamente il valore del nostro asset turistico, ma la politica e i capitali privati continuano a ignorare il Mezzogiorno, proprio alla vigilia di appuntamenti internazionali e visite illustri che dovrebbero servire da volano per il nostro territorio.
Il mirino dei Big su Roma: l'impero di Bill Gates e dei giganti del lusso
Roma è attualmente sotto i riflettori dei grandi della finanza globale. Bill Gates, attraverso la catena Four Seasons, ha scommesso sulla Capitale con un investimento da un miliardo di euro: due nuovi templi del lusso sorgeranno in via della Conciliazione e in piazza San Silvestro, riqualificando palazzi storici nel cuore della cristianità.
Ma Gates è solo la punta dell'iceberg. Da Corinthia a Nobu, passando per Mandarin Oriental e Rosewood, i brand più prestigiosi al mondo stanno trasformando Roma in un polo di ospitalità ultra-lusso fatto di spa, chef stellati e servizi esclusivi. È un meccanismo virtuoso che attira ricchezza e, a cascata, favorisce anche segmenti turistici meno costosi.
I palazzi diventano Hotel, da noi gli hotel diventano caserme e altro, mentre ne abbiamo un bisogno strategico.
Il paradosso del Sud: mancano le basi dell'accoglienza
Eppure, oltre i confini della Capitale, lo scenario muta drasticamente. In queste settimane, delegazioni internazionali e figure di rilievo visiteranno la nostra terra per scrutare opportunità di sviluppo, ma rischiano di trovarci impreparati. Un esempio concreto? A marzo partiranno i primi viaggi dei "Caminhos de Paulo" (i Cammini di Paolo), un progetto di turismo religioso e culturale di altissimo livello, altri si stanno preparando, ma....
La realtà con cui ci scontriamo è però disarmante: mancano gli hotel. I pochi presenti hanno capacità limitatissime e le trattative per assicurarne i servizi sono spesso estenuanti. la regione ha creato aiutini, ma non basta. Al Sud mancano le infrastrutture di base, mancano i servizi e manca una visione strategica. Mentre a Roma si costruisce il futuro, qui gli hotel vengono spesso chiusi e donati, o svenduti nel silenzio generale, segno di un settore che non riesce a fare sistema. Per i gruppi ci vogliono strutture con numeri e servizi adeguati.
Un appello a Governi e privati
Non possiamo più permetterci di far finta che il turismo al Sud non esista. È fondamentale che i governi intervengano direttamente o, quanto meno, creino gli stimoli necessari affinché i capitali privati — spesso accumulati in modi che meriterebbero riflessione — vengano convogliati in infrastrutture concrete e non solo in speculazioni isolate.
Il Sud non ha nulla da invidiare a Roma in termini di bellezza e potenziale. Ciò che manca è il coraggio di investire nell'ospitalità e nei servizi. Le "visite illustri" dei prossimi giorni devono essere l'ultima chiamata: non possiamo permetterci di accogliere il mondo con le mani in mano, mentre altrove si costruiscono imperi.
Djàvlon
