Influenza, ospedali sotto pressione e molti interrogativi

Ma non eravamo tutti vaccinati contro l'influenza e il Covid?
Molti oggi si chiedono se le difese immunitarie non si siano indebolite negli ultimi anni. Secondo alcuni, ciò che stiamo vedendo ora — alla luce dei numerosi ricoveri per influenza — sembrerebbe confermare questi timori.
E sono molto delicato nel giudizio che magari Masaniello Pasquino analizzerebbe in maniera più diretta.
In Calabria, ma la situazione riguarda ormai tutto il territorio nazionale, i Pronto Soccorso sono sotto forte pressione. A Cosenza si sono registrati circa 640 accessi in sole 48 ore, a Reggio Calabria oltre 400 pazienti nello stesso arco di tempo, mentre a Catanzaro l'afflusso è cresciuto in modo significativo negli ultimi giorni. Gli esperti prevedono un picco alto dei contagi a metà gennaio, che potrebbe far aumentare ulteriormente questi numeri, mettendo ulteriormente in crisi la sanità locale e nazionale.
L'influenza stagionale — assente o quasi negli anni del Covid — (Masaniello direbbe che era la stessa cosa) è tornata con forza, determinando un vero e proprio boom di accessi nei principali ospedali calabresi e un aumento dei ricoveri. Nei giorni a cavallo di Capodanno, a Cosenza si sono contati oltre 50 ricoveri, mentre a Reggio Calabria e Catanzaro i casi più gravi hanno riguardato complicanze respiratorie, polmoniti e insufficienze respiratorie, con alcuni pazienti finiti in terapia intensiva.
Questa situazione, però, non dura da pochi giorni: va avanti ormai da oltre un mese. Secondo molte testimonianze, due persone su tre sono rimaste a letto per buona parte di dicembre. Anche chi scrive ne è stato direttamente colpito.
Ma l'influenza sta colpendo anche i bambini, il Veneto tocca quota mezzo milione di contagi e i più colpiti i bimbi 0-4 anni
Cosa significa tutto questo?
Per molti significa porsi una domanda scomoda: l'immunità promessa dai vaccini funziona davvero? Chiaramente NO. C'è chi ritiene, che le difese naturali si siano indebolite e che oggi il corpo faccia più fatica a reagire.
Ci attendono ora giornate più fredde e, con ogni probabilità, nuovi contagi, nella speranza che le conseguenze restino lievi con l'avanzare del 2026.
Dopo la pandemia e le numerose contraddizioni che l'hanno accompagnata (adesso anche i virologhi in TV che sbraitavano, parlano di colpe della politica, che invece, a sua volta, colpa la scienza a intanto siamo stati e lo siamo attualmente noi a soffrire), fare un'analisi serena non è semplice. I medici dei Pronto Soccorso di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza parlano soprattutto del virus influenzale A/H1N1, attualmente il più diffuso, con una progressiva circolazione anche della variante H3. Il picco è atteso a metà gennaio, anche in relazione alla riapertura delle scuole e all'aumento dei contatti sociali durante le festività natalizie.
Resta però una diffusa sfiducia nei dati ufficiali, e sinceramente negli stessi medici, ora che sappiamo sempre più verità nascoste tutte eredità del periodo Covid, che porta molti ad ascoltarli con cautela. Nel frattempo, in via prudenziale, in tanti consigliano di proteggersi dal freddo, assumere vitamina C e D, utilizzare propoli e miele, e — per chi crede — anche pregare.
Una cosa è certa: dopo ciò che è accaduto negli ultimi anni, molte persone sentono di dover ricostruire le proprie difese e ritrovare un equilibrio che sembra essersi perso.
Djàvlon
