La povertà non può essere un progetto di potere: il Brasile ha bisogno di lavoro e libertà

Le parole di Luciano Hang richiamano una questione decisiva alla vigilia del ballottaggio tra Lula e Flávio Bolsonaro: aiutare le persone deve significare costruire la loro indipendenza.
Lo pensavo già quando Giuseppe Conte propose il reddito di cittadinanza. Il mio timore era che il sostegno economico finisse per prevalere sull'obiettivo più importante: accompagnare le persone verso un lavoro. Quasi un messaggio implicito: «Resti povero, ma ti aiuto. Resti senza occupazione, ma lo Stato ti finanzia».
Naturalmente, quella era la mia lettura politica, non la formulazione del provvedimento. Ma il problema rimane: un aiuto pubblico va giudicato anche dalla sua capacità di rendere, progressivamente, meno necessario quell'aiuto.
Oggi ritrovo questo pensiero nelle parole di Luciano Hang, l'imprenditore brasiliano alla guida di Havan. Il suo messaggio parte da un principio semplice: «La povertà non può essere un progetto di potere».
Alla vigilia del secondo turno delle presidenziali brasiliane, che vede contrapposti Lula e Flávio Bolsonaro, questo ragionamento assume un significato politico preciso. Per come la vedo io, è anche una ragione per sostenere Flávio: il Brasile deve puntare sulla creazione di lavoro, sull'iniziativa privata e sulle condizioni che permettono alle famiglie di costruire la propria autonomia.
La mia critica alla politica di Lula riguarda proprio il rischio di fare del sussidio il centro del rapporto tra cittadino e Stato. Un trasferimento economico può alleviare una difficoltà immediata; da solo, però, non può sostituire un progetto di sviluppo.
Aiutare chi ha bisogno è un dovere. Creare le condizioni perché possa vivere del proprio lavoro deve essere l'obiettivo.
Ecco, nella traduzione italiana, il testo di Luciano Hang:
LA POVERTÀ NON PUÒ ESSERE UN PROGETTO DI POTERE! 🇧🇷
Il miglior programma sociale che esista è il lavoro! È attraverso il lavoro che le persone conquistano la propria indipendenza, realizzano i propri sogni e riescono a offrire una vita migliore alle proprie famiglie.
Il ruolo dello Stato deve essere quello di creare le condizioni affinché le persone prosperino, e non fare in modo che dipendano da esso per sempre!
È chiaro che dobbiamo aiutare chi ne ha davvero bisogno. Ma il sostegno deve essere una scala verso l'indipendenza, non una condizione nella quale restare.
Il Brasile ha bisogno di più posti di lavoro, meno burocrazia, un'istruzione di qualità e opportunità per tutti. Dobbiamo creare le condizioni affinché le persone possano camminare con le proprie gambe, crescere e raggiungere i propri obiettivi!
Il mio sogno è vedere un Brasile nel quale sempre più persone abbiano la possibilità di vivere con dignità, libertà e prosperità.
Siete d'accordo sul fatto che il vero sviluppo di un Paese si realizzi quando le persone conquistano opportunità per costruire il proprio futuro?
Sono parole che condivido. Non perché chi riceve un sostegno debba essere colpevolizzato: spesso affronta difficoltà reali, in territori dove le opportunità mancano. Proprio per questo la politica deve assumersi una responsabilità maggiore, creando le condizioni perché quelle opportunità esistano.
È questa la prospettiva nella quale sostengo Flávio Bolsonaro: un Brasile che valorizzi chi produce, chi investe e chi assume, e che offra a chi cerca lavoro una possibilità concreta di migliorare la propria vita.
Il successo di un governo dovrebbe misurarsi anche da quante famiglie riescono a fare a meno dei sussidi perché hanno conquistato un reddito da lavoro sufficiente e stabile. È questo il futuro che auspico per il Brasile.
Andrea Ruggeri
ps.. Luciano Hang discendente di tedeschi e Italiani, figlio di operai oggi tra gli imprenditori piu ricchi del Brasile, dando lavoro a migliaia e migliaia di brasiliani.
