Ma voi avete idea di cosa significhi essere un paracadutista? Un uomo del Tuscania?

24.10.2026

Me lo domando leggendo le polemiche sull'invio dei paracadutisti della Folgore a Milano, dopo le violenze e le devastazioni. Il governo guidato da Giorgia Meloni ha scelto di rafforzare la presenza dello Stato. Una scelta che condivido: cittadini e commercianti hanno diritto a vivere e lavorare senza paura.

Ci sono cose che non puoi capire fino in fondo finché non ne fai parte. Non basta indossare una divisa: devi imparare a portarne il peso, la responsabilità e l'onore.

In Libano, nel 1982, ho visto l'umanità unirsi alla preparazione, al coraggio e alla disciplina. Non avevamo tutte le armi adatte a quello scenario e dovevamo misurarci con una realtà operativa nuova e complessa. Eppure lavoravamo per la pace tra palestinesi, israeliani, siriani, cristiani maroniti, musulmani sciiti e sunniti, drusi.

Francesi e americani subirono attentati terribili. Per quello che ho vissuto, ciò che distingueva noi italiani era soprattutto la preparazione umana: la capacità di avvicinare le persone, ascoltarle e rispettarle, conquistando fiducia anche tra comunità contrapposte. Una sensibilità che non ritrovavo nello stesso modo negli altri contingenti.

Ricordo il passaggio del Tuscania e dei militari italiani accompagnato da saluti e grida di ammirazione e rispetto. Questo non ci rendeva immuni dai pericoli e non attribuisce responsabilità a chi subì gli attentati. Ma quel rapporto con la popolazione esisteva: lo costruivamo giorno dopo giorno.

La nostra forza era anche questa: farci rispettare sapendo rispettare.

È questa esperienza che porto nel dibattito di oggi. Chi descrive i paracadutisti soltanto come uomini addestrati alla guerra dimentica quanto contino il controllo, la disciplina, il coordinamento e la capacità di affrontare una provocazione senza perdere lucidità.

Sul ruolo di Mattarella voglio essere chiaro: il presidente ha firmato il decreto, ma i limiti all'ampliamento dei poteri dei militari, ricondotti dalla stampa al confronto con il Quirinale, mi lasciano profondamente critico. A mio giudizio, questa vicenda dà l'impressione di una presidenza che entra nel merito dell'indirizzo politico del governo. È un modo di esercitare il ruolo che considero discutibile, soprattutto davanti alla richiesta concreta di sicurezza che arriva dalle città.

Chi vede la propria vetrina distrutta, chi viene aggredito, chi ha paura di prendere un treno o attraversare una piazza pretende risposte. E quando alle decisioni seguono polemiche e contrasti istituzionali, la rabbia cresce. Lo Stato deve dare una risposta comprensibile: presenza, protezione e responsabilità per chi commette violenze.

Manifestare è un diritto. Devastare, saccheggiare e aggredire significa rispondere delle proprie azioni. E chi viene mandato a proteggere i cittadini deve avere compiti chiari e strumenti adeguati per svolgerli.

Oggi a Milano si parla della Folgore. Io richiamo anche il Tuscania perché è la storia che conosco e che ho vissuto sulla mia pelle.

Rispetto per i paracadutisti. Rispetto per il Tuscania.

Servono forza fisica e forza del rispetto, organizzazione, disciplina e umanità. Serve soprattutto la capacità di mantenere il controllo quando qualcuno cerca di fartelo perdere.

Perché chi conosce davvero la forza sa anche quando usarla e quando trattenerla.
 

Andrea Ruggeri

ps. per evitare polemiche chi disse che i parà e i militari italiani portarono pace in Libano fu un tale di Sandro Pertini, non me ne voglia Mattarella, ma un uomo amato a sinistra e anche a destra, presidente di tutti, che non avrebbe mai imposto un obbligo vaccinale.

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