MENTRE REGGIO INAUGURAVA IL PONTE DEL CALOPINACE, DUE CALABRESI FACEVANO PARLARE L’AMERICA

lMentre i colleghi di Reggio Calabria raccontavano, giustamente, l'inaugurazione del ponte sul Calopinace, un'opera di poco più di venti metri rimasta ai margini durante la precedente amministrazione, a migliaia di chilometri di distanza due calabresi (uno di cuore) facevano letteralmente bollire il web italiano negli Stati Uniti.
Parliamo di Franco Matina e Andrea Ruggeri, protagonisti, insieme alle rispettive organizzazioni, MH e GIA, del successo del Mediterranean Heart – Riace Warriors Award 2026, celebrato il 6 ottobre al The Venetian di Garfield, nel New Jersey.
La manifestazione ha generato una significativa eco mediatica, con centinaia di rilanci sulle pagine Facebook, Instagram e sui siti italiani, raggiungendo, secondo i dati riferiti dagli organizzatori, oltre 900 tra pagine e canali negli Stati Uniti. Una visibilità che merita di essere approfondita e che richiama, per ambizione e capacità di coinvolgimento, il mondo delle grandi manifestazioni dell'italianità in America, da NIAF e UNICO alle celebrazioni del Columbus Day e alla festa di San Gennaro.
Non è stato soltanto il risultato di una serata ben riuscita. A fare la differenza sono stati il talento, la qualità e l'organizzazione, la scelta di una location di grande prestigio, un Coffee Table Book realizzato per lasciare una testimonianza duratura e riconoscimenti curati nei dettagli. A tutto questo si è aggiunto un parterre di premiati e ospiti di rilievo internazionale, provenienti dal mondo delle istituzioni, dell'imprenditoria, dello sport, della cultura e dello spettacolo.
Le cronache pubblicate dopo l'evento confermano che l'iniziativa ha raccolto attenzione anche oltre l'oceano, con articoli dedicati ai premiati e al rapporto tra la Calabria e le comunità italiane all'estero. Non è un risultato da liquidare con una fotografia di gruppo e qualche stretta di mano: è un patrimonio di relazioni che, se coltivato, può produrre nuove occasioni di collaborazione.
Ed è qui che nasce la domanda, forse la più importante.
Se un giornalista e un ristoratore, entrambi con esperienze e relazioni negli Stati Uniti, in Brasile e in Argentina, sono riusciti a costruire un appuntamento di questa portata, che cosa potrebbero realizzare lavorando insieme alla citta metropolitana, Regione Calabria e alla Consulta dei Calabresi nel Mondo?
Non si tratta di chiedere incarichi o riconoscimenti. che sarebbero però dovuti. Si tratta di comprendere che esistono competenze, contatti, conoscenze dei territori e capacità organizzative che potrebbero essere messe a disposizione di una strategia più ampia. Le comunità calabresi all'estero non sono soltanto custodi della memoria e delle tradizioni: possono diventare interlocutori per il turismo delle radici, la promozione culturale, gli scambi imprenditoriali e la costruzione di nuovi rapporti istituzionali ed economici.
La Regione e la Consulta dispongono di strumenti e responsabilità che un'associazione privata non può avere. Ma proprio per questo la collaborazione potrebbe risultare preziosa: le istituzioni possono offrire una cornice, una visione e continuità; chi opera da anni sul campo può contribuire con esperienze concrete, relazioni internazionali e capacità di trasformare un progetto in un evento capace di raggiungere il pubblico.
Naturalmente, i risultati vanno misurati e consolidati. La visibilità mediatica è un punto di partenza, non il traguardo. Il passo successivo sarebbe trasformarla in progetti verificabili, occasioni di investimento, iniziative culturali e rapporti stabili tra la Calabria e le sue comunità nel mondo.
La Calabria non ha bisogno soltanto di raccontarsi.
non ha bisogno di giustificazioni politiche. Ha bisogno di imparare a fare sistema con chi, fuori dai suoi confini, ha già dimostrato di saperla raccontare e valorizzare.
Mentre discutiamo di opere pubbliche, inaugurazioni e metri di cemento, dovremmo ricordare che esistono anche ponti immateriali: quelli costruiti con le persone, la cultura, il lavoro e le relazioni internazionali. E qualche volta possono raggiungere luoghi che la politica, da sola, fatica a raggiungere.
La domanda, dunque, resta aperta: se due calabresi (uno di cuore) sono riusciti a portare la Calabria al centro di una serata internazionale nel New Jersey, immaginiamo cosa si potrebbe fare con una collaborazione strutturata tra loro, la Regione e la Consulta dei Calabresi nel Mondo.
Perché le radici sono importanti. Ma diventano una risorsa vera quando riescono a generare futuro.
Paolo Bocelli Jr.
