Messaggio On. Princi a Mediterranean Heart - Riace Warriors Award 2026

A seguire il messaggio:
Caro Presidente Ruggeri,
care organizzatrici e cari organizzatori,
premiate e premiati,
autorità e ospiti,
avrei desiderato essere con voi questa sera, a Garfield, per la terza edizione del Riace Warriors Award. Purtroppo, la concomitanza con i lavori della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo non me lo consente, ma desidero che questo messaggio porti comunque a tutti voi la mia vicinanza e il mio sincero apprezzamento.
Ringrazio il Comitato del Riace Warriors Award, Mediterranean Heart e GIA – Giornalisti Italiani Associati per avermi coinvolta in questo evento, che considero particolarmente significativo non soltanto per ciò che rappresenta, ma anche per il modo in cui sceglie di farlo:
mettendo la Calabria al centro di una rete di relazioni che attraversano l'Italia, l'Europa e l'oceano.
E non è un caso che il simbolo dell'appuntamento siano i Bronzi di Riace.
Riaffiorati dal mare dopo oltre duemila anni, i Bronzi sono molto più di una straordinaria testimonianza dell'arte antica. Raccontano una Calabria che, già nella Magna Grecia, era luogo di incontro. Una terra affacciata sul Mediterraneo, come intreccio di popoli, idee e saperi che hanno attraversato i confini e contribuito a costruire una storia comune.
È un'immagine che trovo profondamente attuale. Perché il patrimonio culturale non vive davvero quando viene soltanto conservato: vive quando continua a generare dialogo e a mettere in relazione persone e comunità.
È esattamente questa la prospettiva con cui guardo al Riace Warriors Award.
Premiare chi, attraverso il proprio lavoro e il proprio impegno, ha saputo trasformare le proprie origini in un ponte verso gli altri significa riconoscere che la cultura non è qualcosa di immobile, custodito nel passato. È una forza che continua a muoversi attraverso le persone, a viaggiare, a contaminarsi e a rinnovarsi.
Ed è una consapevolezza che sento particolarmente vicina anche nel lavoro che svolgo al Parlamento europeo, nella Commissione Cultura e Istruzione.
Lo scorso giugno ho avuto modo di intervenire in plenaria proprio sulla dichiarazione congiunta "Europe for Culture – Culture for Europe", sottoscritta dai vertici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. Una dichiarazione con la quale le tre istituzioni hanno scelto di ribadire il valore strategico della cultura per il progetto europeo, riconoscendone il ruolo nel rafforzare l'identità comune, la coesione dei territori e il dialogo tra le nostre diversità.
Ho voluto richiamare questo passaggio perché credo che tra quella riflessione europea e ciò che celebriamo questa sera esista un legame molto concreto.
L'Europa riconosce nella cultura una delle forme attraverso cui le nostre differenze possono diventare una ricchezza condivisa. Il Riace Warriors Award, nel suo significativo percorso internazionale, dà un volto umano a questo stesso principio: quello di persone che non hanno lasciato le proprie radici alle spalle per affermarsi nel mondo, ma le hanno portate con sé, trasformandole in relazioni, professionalità, creatività e nuove opportunità.
Ed è proprio per questo che considero particolarmente importante la presenza, a questo appuntamento, di personalità provenienti da mondi e Paesi diversi.
Ci sono la Calabria e l'Italia, ma ci sono anche gli Stati Uniti e il Brasile. Ci sono l'arte, il giornalismo, l'impresa, lo sport e la musica. Esperienze differenti che trovano un punto di incontro nella capacità di mantenere vivo un legame con le proprie origini senza smettere di guardare avanti.
Ai ventitré premiati rivolgo quindi le mie più sincere congratulazioni.
Il riconoscimento che ricevete questa sera non celebra soltanto ciò che avete realizzato. Celebra anche il modo in cui avete scelto di farlo: portando con voi una parte della vostra storia e rendendola capace di entrare in relazione con altre.
È così che una radice diventa un ponte.
Ed è forse questo il messaggio più bello che possiamo affidare ai Bronzi di Riace: due figure nate più di due millenni fa, restituite dal mare alla nostra storia, che oggi continuano a parlare a persone e comunità molto lontane dal luogo in cui furono create.
Con stima e affetto,
Giusi Princi
B-1047 Bruxelles - ALTIERO SPINELLI ASP11E209 +32 2 28 45998
