Nigeria, raid Usa contro l’Isis: finalmente qualcuno parla dei cristiani

Trump ordina attacchi mirati, Abuja conferma. La BBC minimizza e confonde
Per la prima volta dopo anni di massacri ignorati, rapimenti selettivi e villaggi cristiani rasi al suolo, qualcuno rompe il muro dell'ipocrisia internazionale. Donald Trump ha ordinato raid aerei statunitensi contro basi jihadiste in Nigeria, dichiarando apertamente la motivazione: fermare il massacro dei cristiani.
«Avevo avvertito questi terroristi: se non avessero fermato la persecuzione dei cristiani, avrebbero pagato un prezzo elevato», ha scritto Trump. Parole nette, senza il linguaggio neutro e anestetizzato a cui ci ha abituati la diplomazia occidentale.
Il governo di Abuja ha confermato i raid, parlando di attacchi mirati nel nord-ovest, frutto di cooperazione e intelligence condivisa con Washington. Il ministro degli Esteri nigeriano ha ammesso senza ambiguità: le informazioni sono state fornite dalla Nigeria stessa. Dunque non un'azione arbitraria, ma concordata.
Gli Stati Uniti, coerentemente, avevano già:
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classificato la Nigeria come Paese di particolare preoccupazione per la libertà religiosa;
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annunciato restrizioni sui visti per responsabili di violenze contro cristiani.
Fin qui i fatti.
Poi entra in scena la BBC.
Con un tempismo che rasenta l'incredibile, l'emittente britannica riesce — poche ore dopo i bombardamenti — a raccogliere interviste da villaggi colpiti, dove improvvisamente "tutti vivono in pace" e "non c'è mai stato terrorismo". Un copione già visto.
Non solo. La BBC rilancia immediatamente analisi secondo cui "non esistono prove che i cristiani siano uccisi più dei musulmani", citando dati e analisti che confondono volutamente le categorie. È un gioco retorico noto:
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se muoiono più musulmani, si omette che molti scontri avvengono tra gruppi jihadisti musulmani rivali;
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si ignorano rapimenti di studenti cristiani, attacchi a chiese, massacri di villaggi agricoli cristiani;
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si equiparano violenze generalizzate a persecuzioni mirate, che sono due fenomeni diversi.
Dire che "muoiono persone di tutte le fedi" è vero ma irrilevante, se non si spiega chi viene colpito come comunità, perché e con quale sistematicità.
Nel nord della Nigeria operano:
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Boko Haram;
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lo Stato Islamico dell'Africa Occidentale (ISWAP);
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il gruppo Lakurawa, sempre più letale e radicato;
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con il rischio concreto di un'espansione di gruppi affiliati ad Al-Qaeda dal Sahel.
Questi gruppi prosperano dove lo Stato è assente, e colpiscono soprattutto comunità isolate: spesso cristiane, spesso agricole, spesso senza protezione.
La BBC preferisce raccontare una Nigeria "equamente divisa dal dolore", mentre i fatti parlano di inermi lasciati soli, di una persecuzione che da anni viene minimizzata per non disturbare equilibri geopolitici e narrative politicamente corrette.
Trump, piaccia o no, ha fatto ciò che nessun altro leader occidentale ha avuto il coraggio di fare:
1) chiamare le cose con il loro nome
2) difendere apertamente una minoranza perseguitata
3) agire, invece di limitarsi a comunicati
Questo non rende automaticamente giusta ogni bomba. Ma rende finalmente visibile una verità che molti fingono di non vedere.
E il nervosismo mediatico che ne è seguito — soprattutto a Londra (sempre più prona all'islam) — dice molto più di mille analisi "neutrali".
Masaniello Pasquino
