Olimpiadi bellissime, ma molto bianche

13.02.2026

In questi giorni, tra maltempo, acciacchi vari e freddino, restare in casa e seguire quando si può i Giochi Olimpici è una buona opzione. Considerati i prezzi folli tra biglietti, alloggi e ristorazione, per molti è decisamente meglio guardarli via internet o in TV.

Ma oltre al successo italiano nel medagliere e a una buona organizzazione, con impianti complessivamente all'altezza, cosa possiamo dire?
Pur con alcune défaillances e momenti non proprio esaltanti, ce la siamo cavata meglio dei francesi alle Olimpiadi estive, dove la cerimonia di inaugurazione sembrava più un manifesto ideologico che una festa dello sport.

Resta una domanda di fondo: le Olimpiadi sono davvero un buon investimento?
Oggi è difficilissimo persino trovare un letto: una stanza può costare tra i 400 e i 5.000 euro al giorno. Per chi scia – i pochi fortunati – i costi sono triplicati, trasformando lo sci in uno sport da super-lusso. È una deriva che dovrebbe far riflettere.

Certo, le Olimpiadi hanno anche un potere emotivo enorme: persino a chi è critico come me il patriottismo affiora. Però ci sono aspetti che continuano a non piacermi.
Il primo riguarda il caso dell'atleta svedese che gareggia ancora tra le donne: non voglio alimentare polemiche né clamore mediatico, ma resta una questione aperta che interroga lo sport sul piano dell'equità.

Poi ci sono certe narrazioni che mi infastidiscono parecchio. Un esempio è l'idolatria quasi eccessiva per Ilia Malinin, il pattinatore artistico del momento.
Oggi tutti lo celebrano per le sue doti straordinarie, per i quadrupli che solo lui esegue con continuità e per il backflip che ha entusiasmato il pubblico nel pattinaggio artistico alle Olimpiadi di Milano-Cortina.

Eppure quel salto mortale all'indietro non lo ha inventato lui. Lo aveva già eseguito Surya Bonaly, una delle pochissime atlete nere ad arrivare ai massimi livelli in questo sport. Quel gesto tecnico è passato alla storia come "Bonaly Flip". Accadde ai Giochi di Nagano del 1998, quando il movimento era ancora vietato. Per decenni il backflip è stato bandito dalle competizioni ufficiali perché ritenuto troppo pericoloso e non in linea con i canoni tradizionali del pattinaggio artistico. Solo nel 2024 l'International Skating Union ne ha rimosso il divieto, rendendolo di nuovo eseguibile in gara.

Quando lo fece Bonaly era "troppo".
Oggi, quando lo fa Malinin, è "geniale".

È vero: la differenza sta anche nelle regole e nel contesto storico. Ma il contrasto resta simbolicamente forte e carico di significati. Perché Bonaly era una donna nera in uno sport storicamente molto bianco. Negli anni '90 il pattinaggio femminile premiava soprattutto linee eleganti, stile "principessa", espressioni delicate e canoni tradizionali. Bonaly era l'opposto: atletica, potentissima, con salti esplosivi, uno stile energico, quasi acrobatico, e una presenza scenica per nulla "addolcita". Questo le è costato tensioni continue nei punteggi e una carriera forse meno premiata di quanto meritasse.

Ecco perché oggi vale la pena ricordarla:
perché è stata un'innovatrice straordinaria,
perché ha pagato prezzi altissimi,
perché ha ricevuto meno di ciò che avrebbe meritato.

Negli sport invernali ci raccontiamo che conta solo il talento, ma poi facciamo ancora fatica ad accettare davvero che una donna nera possa vincere e cambiare il linguaggio di uno sport. Diciamo che il colore non conta, come nel tennis. Ma, sotto sotto, spesso conta eccome.

Infine, una nota tutta politica. A qualcuno non sfugge che il nostro Presidente Sergio Mattarella, oltre a dedicarsi allo sport – gesto sicuramente positivo vestito in bianco come gli atleti – dovrebbe farsi sentire anche e soprattutto nel suo ruolo di Presidente del CSM. Sarebbe auspicabile un richiamo severo verso quei magistrati che, per propaganda politica, delegittimano e insultano con parole gravi e irresponsabili una parte ampia del popolo italiano. Il riferimento, per molti (e non parlo certo di mafiosi), è a Nicola Gratteri, che secondo alcuni dovrebbe essere sottoposto a seri provvedimenti disciplinari.

Intanto godiamoci le nostre medaglie, dove le donne stanno dando lezioni ai ragazzi.

Masaniello Pasquino