Perugia sul tetto del mondo. E con lei, tutto il volley italiano.

La Sir Susa Vim Perugia conquista il Mondiale per Club superando gli Osaka Bluteon, al termine di una finale che ha avuto un protagonista assoluto: Simone Giannelli, ancora una volta capitano, leader e simbolo, che alza al cielo l'ennesimo trofeo di una carriera già leggendaria.
Ma oggi non è il giorno dei soli complimenti a Perugia.
Oggi è il giorno di celebrare il Volley Italiano.
Siamo campioni del mondo a squadre, femminili e maschili per nazioni.
Siamo campioni del mondo VNL a squadre, femminili e maschili per nazioni.
Siamo campioni del mondo di club, femminile (Scandicci) e maschile (Perugia).
Siamo campioni della Champions League, femminile (Conegliano) e maschile (Perugia).
Abbiamo il miglior giocatore del mondo e la miglior giocatrice del mondo.
Un dominio totale. Storico.
Mai nessuna nazione, nella storia della pallavolo, aveva raggiunto un simile livello di supremazia simultanea.
Che il nostro campionato fosse l'NBA del volley lo avevamo capito da tempo.
Ma essere così penetranti, così forti, così superiori rispetto al resto del mondo, forse nemmeno noi lo avevamo immaginato.
Tecnica, cultura sportiva, organizzazione, pubblico, passione.
Il volley italiano oggi non detta solo il ritmo: detta la direzione.
E mentre Giannelli solleva la coppa, è un intero sistema che guarda dall'alto il resto del pianeta.
Con orgoglio.
E con una consapevolezza nuova: questa non è un'epoca d'oro. È un'egemonia.
Djàvlon
