Reggio, bene i bus gratuiti. Ma se basta una protesta a scatenare il panico, qualcosa non funziona

Ha fatto bene il sindaco Francesco Cannizzaro a intervenire, disponendo la gratuità dei bus ATAM urbani ed extraurbani per otto giorni, a partire dal 17 ottobre. Una risposta concreta per alleggerire i disagi, garantire gli spostamenti e provare a fermare quella corsa al carburante che ha mandato in affanno la città. Una scelta azzeccata, anche se limitata a pochi giorni. Naturalmente arriverà chi farà il bastian contrario per principio: a Reggio non manca mai.
Ma il fatto in sé ci porta a riflessioni ben diverse, che non possiamo esaurire con un applauso al sindaco.
Possibile che la notizia di una protesta degli autotrasportatori basti a scatenare code, traffico paralizzato e paura di restare senza tutto? Possibile che dai distributori l'ansia si allarghi ai supermercati, facendo riemergere comportamenti che avevamo già osservato durante la pandemia?
Siamo forse arrivati al limite dello stress collettivo? Viviamo talmente in allarme da perdere la capacità di distinguere un disagio, un rischio e un'emergenza reale?
La paura produce conseguenze molto concrete. Se tutti corrono contemporaneamente a riempire il serbatoio, anche chi potrebbe tranquillamente aspettare, le scorte si consumano più velocemente, le strade si intasano e chi ha davvero bisogno di muoversi rischia di rimanere bloccato. Così il timore di una carenza finisce per contribuire a crearla.
E allora una domanda, anche scomoda, dobbiamo farcela: se qualche governante avventato dovesse trascinarci davvero in guerra, che cosa succederebbe? Come reagiremmo davanti a interruzioni prolungate dei rifornimenti, dell'elettricità o dei trasporti, se già una protesta basta a far saltare la calma?
Che avessimo difficoltà ad affrontare le emergenze lo sapevamo. Ma proprio per questo avremmo dovuto imparare qualcosa. Invece sembra bastare pochissimo per ritrovarci al punto di partenza.
La responsabilità, però, non può ricadere soltanto sui cittadini. Chi governa e chi gestisce i servizi deve prevenire la confusione: spiegare che cosa sta accadendo, quali conseguenze siano prevedibili, quali servizi siano garantiti. Servono informazioni tempestive e comprensibili, perché ogni vuoto di comunicazione diventa terreno fertile per voci, messaggi incontrollati e allarmismi.
Reggio torna a far parlare di sé. Questa volta la decisione del sindaco offre una buona ragione per farlo: utilizzare il trasporto pubblico come risposta immediata a un problema collettivo è un segnale concreto. Ma dietro quel provvedimento resta una fragilità che dovrebbe preoccuparci tutti.
Ben vengano, dunque, gli autobus gratuiti. E magari questi otto giorni serviranno anche a far conoscere il servizio a chi non lo utilizza abitualmente. Per affrontare la prossima difficoltà, però, occorreranno anche organizzazione, fiducia e nervi saldi. Perché una città non può andare in emergenza ogni volta che comincia ad averne paura.
Djàvlon
