Rimborso bagagli, un servizio da rifare

23.01.2026

Non basta ampliare un aeroporto.
Non basta organizzare viaggi di qualità.
Tutto questo deve essere accompagnato da servizi adeguati, giusti, e soprattutto da personale che sappia gestire ogni situazione con rispetto e competenza.

Ieri, ad esempio, in aeroporto, un passeggero arrivato da un volo intercontinentale, con scalo a Roma e proseguimento sulla stessa compagnia, si è visto riconsegnare il proprio bagaglio — un bagaglio di altissimo valore — gravemente danneggiato: casco spaccato, segni evidenti di trasporto inadeguato e di maltrattamento, avvenuto con ogni probabilità nel terminal di Roma o di Reggio Calabria.

Fino a quando non risolveremo il grave problema del rispetto nel carico e scarico dei bagagli, episodi del genere continueranno a verificarsi.
A volte per uno spostamento improvviso in stiva, altre per superficialità.
Questo fatto è avvenuto ieri, 22 gennaio, a Reggio Calabria.

Ma il vero problema nasce dopo, quando il passeggero arriva a destinazione e scopre il danno. In questi casi, la compagnia deve provvedere al risarcimento.

E invece no.

La compagnia italiana responsabile, a fronte di un danno il cui valore reale supera i 1.500 euro (costo necessario per sostituire il prodotto con uno identico), ha proposto un risarcimento massimo di 75 euro.

Capisco che il bagaglio fosse usato.
Capisco che esistano limiti e tabelle.
Ma se ti rubano una Ferrari, non puoi risarcire il danno con una Panda: quantomeno devi riconoscere un valore congruo e dignitoso.

Il peggio arriva quando si tenta di forzare il passeggero ad accettare quella proposta, chiedendogli di firmare un documento in cui dichiara di accettare quella cifra — oppure la sostituzione con un bagaglio nettamente inferiore per valore — e di sentirsi "totalmente rimborsato", rinunciando a qualsiasi ulteriore pretesa.

Un documento capestro.

Il passeggero, giustamente, non ha firmato e procederà legalmente contro la compagnia.
Ma il tempo perso, la scocciatura, il disagio, l'immagine dell'Italia e del territorio, il sentimento profondo di essere stati presi in giro
Chi li paga?

La Convenzione di Montreal e, per alcune tratte, il Regolamento (CE) 261/2004, prevedono tutele precise per i passeggeri in caso di danneggiamento o smarrimento del bagaglio. In base alla distanza, al valore degli oggetti e alle responsabilità della compagnia, il passeggero ha il diritto di chiedere e ottenere un risarcimento adeguato per i danni e per le spese sostenute.

E allora diciamolo chiaramente:
non basta un buon aeroporto, non basta una bella città, non basta un'impresa che porti turisti.
Servono servizi adeguati, rispetto per chi viaggia e una vera cultura dell'accoglienza.

Altrimenti tutto il resto è solo facciata.

Djàvlon