Terremoto 5.1 a Reggio Calabria

Quando alle sei meno dieci ti trema il letto, ci sono solo due possibilità: o stai sognando, oppure è un terremoto.
Se l'abbiamo sentita noi, qui vicino a Scilla, immaginate a Reggio Calabria, considerando che l'epicentro è stato localizzato a Capo Spartivento, sulla costa ionica.
Una forte scossa di terremoto nel Mar Ionio, non una di quelle da 2 o 3 gradi che spesso passano quasi inosservate, ma un evento di magnitudo 5.1, quindi tutt'altro che trascurabile, con una profondità di circa 65 chilometri.
La scossa ha fatto tremare la terra in modo netto ed è stata avvertita in tutta la Calabria meridionale, in Sicilia, e persino fino a Malta e Taranto. Una vera e propria "signora scossa", come non se ne sentivano da tempo. L'ultima paragonabile risale al 2007, quando alle Isole Eolie un terremoto di magnitudo 5.2, seppur molto più profondo, scosse l'intera area.
Ma a Reggio Calabria, una scossa di questa magnitudo – o superiore – non si registrava da quasi 50 anni, precisamente dal 16 gennaio 1975. Lo ricordo bene: la mia scuola riportò danni seri.
Oggi, oltre alla paura – più o meno forte a seconda delle persone – si segnala anche la sospensione della linea ferroviaria ionica. "Povera" linea, verrebbe da dire, non per modo di dire ma per i cittadini che la utilizzano: già strutturalmente deficitaria, viene regolarmente bloccata a ogni evento critico, che sia un terremoto, una mareggiata o altro.
Quello che mi preoccupa sono le esternazioni di politici anche su questa scossa pur di andare contro il Ponte Sullo Stretto, e parlo di Bonelli, un personaggio politico che se facesse il cuoco metterebbe "il parmigiano sugli spaghetti alle vongole".
Andrea Ruggeri
