Teufania e Natale Ortodosso

Il Natale Ortodosso: significato, tradizioni e celebrazione a Reggio Calabria
Il Natale ortodosso si festeggia il 7 gennaio ed è, per molti aspetti, diverso da quello a cui siamo abituati in Italia.
Oggi, presso la Chiesa di San Paolo Apostolo dei Greci a Reggio Calabria, si terrà una celebrazione che non commemora soltanto la Teofania, ma anche il Natale, così come avviene in tutto il mondo ortodosso.
Per chi fosse interessato, la Chiesa di San Paolo Apostolo dei Greci si trova in Vico Sant'Anna alle Sbarre, Reggio Calabria.
La Divina Liturgia avrà inizio alle ore 10:00.
Che cos'è il Natale Ortodosso
Il Natale ortodosso, celebrato nei Paesi dell'Est di tradizione russa, ricorda la nascita di Gesù Cristo, Figlio di Dio e della Vergine Maria. A differenza della tradizione cattolica, che festeggia il Natale il 25 dicembre, gli ortodossi lo celebrano il 7 gennaio.
La ragione di questa differenza risiede nel fatto che la Chiesa Ortodossa continua a utilizzare il calendario giuliano, mentre la Chiesa cattolica adotta il calendario gregoriano.
Le origini della data
Per comprendere meglio questa differenza, bisogna risalire al 1582, quando Papa Gregorio XIII decise di modificare il calendario introdotto da Giulio Cesare, detto appunto giuliano.
Con la riforma gregoriana, i giorni compresi tra il 5 e il 14 ottobre 1582 furono eliminati, creando uno scarto temporale che, nel tempo, ha portato il 25 dicembre giuliano a corrispondere al 7 gennaio gregoriano.
Alcune Chiese ortodosse, tuttavia, hanno scelto di adeguarsi al nuovo calendario: in Grecia, ad esempio, il Natale coincide con quello celebrato il 25 dicembre.
Le tradizioni del Natale Ortodosso
Secondo la tradizione, il Natale ortodosso è preceduto da un lungo periodo di digiuno e preghiera che dura 40 giorni. Il digiuno non è totale: è consentito consumare pesce il mercoledì e il venerdì.
Durante le celebrazioni natalizie, i fedeli offrono candele e germogli di grano, simboli di luce e di vita nuova.
La vigilia di Natale è il momento più rigoroso: il digiuno diventa severissimo e prevede il consumo del cibo chiamato "socivo", composto da grano lesso e frutta.
Il digiuno si conclude generalmente in chiesa al tramonto, con preghiere e canti durante i quali vengono benedetti pane, grano, vino e olio. Al termine della preghiera, i fedeli intonano l'inno di Natale e al centro della chiesa viene portata l'icona della festività: una candela accesa, che simboleggia la Stella Cometa.
A quel punto il digiuno termina ufficialmente e i fedeli consumano il pane benedetto, condividendo un momento di profonda spiritualità e comunità.
