Reggio

Pasolini di sinistra o di destra?

Agli studenti e chi lo ascoltava in un liceo di Leccd Pasolini disse, una decina di giorni prima della morte, che la desta attuale (ora Meloni) «Destra sublime» – di cui si affrettava a specificare la assoluta non rassomiglianza col fascismo storico – chiamava in causa «valori, temi, problemi, amori, rimpianti, che in fondo valgono per tutti; se ne sono appropriati i fascisti per ragioni retoriche, per sfruttarne il senso». Spiegava poi che in questa Destra sublime (così aveva nel frattempo modificato l'aggettivo divina) c'era qualcosa di utopico, che precedeva e avrebbe potuto sopravvivere al disastro della destra politica, esattamente come esisteva (o poteva esistere) un marxismo nonostante (o almeno senza) il Pci.
Poi la miglior primo ministro dell’Italia, a detta di molti ex Pci, l’ha messo in opera. ora come fare i socialisti se quello che volevano fare l’ha fatto lei.
Una serata da Denavino all’insegna di Pasolini. ma era l’uomo dell’antica sinistra o dell’attuale destra? È quello che ha cerato di spiegare Roberto Modafferi stasera da Denavino, grande serata come sempre.
come la caipirinha di Andrea De Stefano. 
Andrea Ruggeri 
 

I cellulari, quegli aggeggi che dieci anni fa sembravano solo comodi strumenti di comunicazione, oggi sembrano essersi impossessati della testa – e forse pure dell'anima – dei nostri ragazzi. Entrano a scuola nascosti tra i libri, escono dalle tasche come coltellini svizzeri digitali, e continuano a brillare anche a notte fonda sotto le lenzuola,...

Oggi mi sono divertito.
Come spesso accade, ho letto gli articoli dei colleghi. A volte ci trovo intuizioni brillanti, finezze narrative e spunti degni di nota. Altre volte, purtroppo, solo confusione e approssimazione. Ma oggi, leggendo l'editoriale di Luigi Palamara su metrocity.live, dal titolo "L'arroganza dei mediocri e il silenzio che uccide...

Una maxi affissione è apparsa in città: il Castello Aragonese che sembra sonnecchiare placido e una frase in riggitanu che fa alzare più di un sopracciglio. Il tutto, ovviamente, senza firma.
Il risultato? Un'intera Reggio che si ferma, osserva e si domanda: che vorrà dire? Chi c'è dietro? È una provocazione, un'operazione artistica o l'ennesimo...