Il Brasile a rischio guerra civile
Nessuno in Italia e Europa ne parla.
Nessuno in Italia e Europa ne parla.
Uno spettacolo tricolore nello Stretto: le Frecce incantano Messina, Scilla e Cannitello
Oggetto: Obbligatorietà nuove condizioni Meta – Intervento Associazione GIA
San Paolo del Brasile – Un pranzo tra eccellenze italiane e brasiliane al Circolo Italiano
Da mesi i paladini dell'informazione a senso unico – i guardiani del pensiero unico politicamente e geopoliticamente corretto, i detentori esclusivi della parola che non ammettono contraddittorio – ripetono con martellante insistenza, senza tregua, che l'Europa rischia di essere attaccata a breve. L'eco dei loro mantra riempie ogni...
"Il ritorno della censura religiosa? Il DDL 1496 e il pericoloso scivolamento verso lo Stato etico"
Di fronte alla sofferenza umana, l'indifferenza non è solo un fallimento morale: è il segno che stiamo diventando altro. Meno umani. Più simili alle macchine che ci stanno educando a sentire meno, a pensare in termini di calcolo. A voltare lo sguardo, senza nemmeno più provare vergogna.
Possiamo criticare Donald Trump per mille motivi, ma va riconosciuto che l'indicazione di Robert Kennedy Jr. come Segretario alla Salute è stata una scelta coraggiosa e giustissima. Una nomina che potrebbe segnare una svolta storica, restituendo a milioni di bambini, donne e uomini la speranza di vivere in un mondo più sano e più sicuro.
Tutti a Venezia: il matrimonio dell'anno (piaccia o no)
Possiamo essere d'accordo oppure no, ma se anche i supermercati scelgono di prendere posizione sul conflitto israelo-palestinese, cosa possiamo farci?
Noi lo comunichiamo: il colosso della grande distribuzione Coop Alleanza 3.0 ha deciso di togliere simbolicamente dagli scaffali alcuni prodotti di provenienza israeliana.
La tregua della Terza Guerra Mondiale è durata meno di un pranzo di lavoro: ora siamo di nuovo in alto mare
Non potevo non riportare le parole dell'On. Porta al CGIE, intervenuto mercoledì 18, durante la seduta del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero.
Oggi seguivo un dibattito e voglio dividere con voi il senso dello stesso.
Immaginate un mondo raccontato come una favola: i "buoni" da una parte, i "cattivi" dall'altra. Ma la realtà è molto più complessa. Le etichette come "stato canaglia" o "difensore della democrazia" spesso riflettono più interessi geopolitici che verità oggettive.
Io non voglio vivere in uno Stato in cui le donne sono costrette a coprirsi il volto, il corpo, a essere picchiate o comandate a gesti dall'uomo.
Tutti ne parlano — forse per sviare l'attenzione da una guerra che l'Ucraina ha perso, dalle stragi di Gaza, di quelle Cristiane in Nigeria, dalle nuove crisi che bruciano il mondo. Intanto, la giustizia italiana barcolla. Qualcuno ci ha inviato una suggestione forte: e noi, che razza di giornalisti saremmo se la ignorassimo?