Cerimonia Giochi Olimpici con polemiche e tanta bellezza
Politici italiani di sinistra contestano la presenza dell'ICE ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina. E altri protestano e dicono basta alle derive "woke".
La notizia che circolava da giorni – il possibile coinvolgimento dell'agenzia statunitense ICE nella sicurezza dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina – è stata confermata martedì. In una nota all'Agence France-Presse, il portavoce dell'agenzia ha dichiarato che «durante i Giochi Olimpici, il Dipartimento per le Investigazioni sulla Sicurezza Nazionale (HSI) dell'ICE sta supportando il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e il Paese ospitante nella verifica e mitigazione dei rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali». Niente che abbia a che fare con l'Italia, ma perché non polemizzare.
Ma la contestazione non si è fermata alla sicurezza.
Nonostante una cerimonia di apertura di alto livello artistico, una parte dell'opinione pubblica ha espresso forte dissenso per la presenza di Charlize Theron, che ha trasformato due maschietti di tre anni, dopo averli adottati, in due femminucce. Criticata da ambienti conservatori di rappresentare, attraverso le sue scelte familiari e pubbliche, una narrativa ideologica ritenuta espressione della cultura "woke". Specialmente se scelta per portare un messaggio di pace. Per tutti noi, le Olimpiadi non dovrebbero diventare un palcoscenico per messaggi culturali o identitari, ma rimanere un evento sportivo, universale, capace di unire e non di dividere.
A far discutere anche la simbologia dei bracieri olimpici di Milano e Cortina, entrambi caratterizzati da una stella a cinque punte inserita nella struttura. Da azzurra a rossa. In alcuni ambienti critici è stata letta come un riferimento al pentagramma rovesciato, simbolo associato – nella tradizione cristiana – a una visione antitradizionale e materialista del mondo, per intenderci satanico. Una lettura che ha alimentato sospetti, interpretazioni simboliche e nuove polemiche sui messaggi "subliminali" che grandi eventi globali finirebbero per veicolare.
Le polemiche accompagnano da sempre i grandi eventi planetari. Tuttavia, per molti osservatori, un minimo di attenzione critica non guasta: le Olimpiadi dovrebbero essere una festa dello sport, non un contenitore di messaggi ideologici, geopolitici o culturali che nulla hanno a che fare con la competizione.
Tra le note positive, impossibile non citare la sensualità, la bellezza e l'eleganza di Mariah Carey e la splendida interpretazione di "Nessun dorma" di Andrea Bocelli, e l'energia dell'inno interpretato da Laura Pausini, che hanno riportato al centro la musica e l'emozione autentica, ricordando cosa dovrebbero essere davvero i Giochi: spettacolo, bellezza e sentimento condiviso.
Ora la parola passa allo sport.
Ai nostri atleti l'augurio di una competizione all'altezza del talento italiano.
Djàvlon
