Eduardo Villas Bôas
Ricordo di un amico, il generale Eduardo Dias da Costa Villas Bôas, già Comandante dell'Esercito Brasiliano e, successivamente, assessore speciale del Gabinete de Segurança Institucional della Presidenza della Repubblica.
Ci siamo conosciuti in Amazzonia, durante il periodo in cui era Comandante Militare dell'Amazzonia, e ci siamo ritrovati poi nel 2015, quando assunse il comando dell'Esercito Brasiliano.
Nel 2016, mentre era ancora al comando, arrivò la diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica (ELA/SLA). Una malattia progressiva, che nel tempo avrebbe colpito duramente la sua mobilità e la sua respirazione.
Ma Eduardo non è una persona qualsiasi.
Questo è uno degli aspetti più straordinari della sua storia: non abbandonò immediatamente il comando dopo la diagnosi, ma continuò a guidare una forza armata di oltre 200.000 uomini, affrontando la malattia con la stessa determinazione e lo stesso senso del dovere che avevano caratterizzato tutta la sua carriera.
Ci siamo incontrati ancora molte volte prima della mia partenza definitiva per l'Italia: a Rio de Janeiro, in occasione della festa della Marina, al Palácio do Planalto, insieme al Presidente della Repubblica, e in altre occasioni che conservo gelosamente nella memoria.
So che, nonostante la malattia, Eduardo è rimasto lucido. E, soprattutto, continua a mostrare il combattente che è sempre stato.
Oggi, improvvisamente, sono comparse sul mio cellulare le fotografie di quel giorno alla Urca, a Rio de Janeiro. È sembrato quasi un messaggio del tempo, un invito a fermarmi per qualche istante e a ricordare.
Forse è anche un'occasione per parlare di uno dei più grandi comandanti che ho avuto la fortuna di vedere all'opera.
Eduardo Dias da Costa Villas Bôas, General de Exército dell'Esercito Brasiliano.
Per me, molto più di un generale.
Un grande amico.
Eduardo, per sempre
Andrea Ruggeri
