Copia di Ravenna più brasiliana di Reggio Calabria 1

C'è qualcosa che fa riflettere nel rapporto tra l'Italia e il Brasile. Due nazioni unite da una storia comune fatta di emigrazione, famiglie, cultura e sangue italiano che scorre nelle vene di milioni di brasiliani.
Eppure, mentre a Reggio Calabria sembrano prevalere diffidenze e chiusure verso investitori e imprenditori provenienti dal Brasile, a Ravenna accade esattamente il contrario.
La città romagnola e il suo club calcistico hanno infatti messo a segno un colpo che ha già fatto il giro del mondo: Ronaldinho Gaucho, uno dei più grandi campioni della storia del calcio, ha firmato un accordo con il Ravenna, società che milita in Serie C. A 46 anni, il Pallone d'Oro brasiliano potrebbe persino scendere in campo per qualche minuto in una partita o in un'amichevole, anche se il suo ruolo sarà prevalentemente legato all'immagine e alla promozione del club. L'operazione sarà presentata ufficialmente a Miami e sta già attirando l'attenzione dei media internazionali.
Che Ronaldinho giochi un minuto, una partita o soltanto partecipi alle iniziative del club conta relativamente. Ciò che conta davvero è il messaggio: Ravenna ha compreso il valore simbolico, economico e culturale che il Brasile rappresenta.
A Reggio Calabria, invece, negli ultimi anni si sono perse occasioni importanti. Non molti sanno che i nipoti di Pelé e altri importanti protagonisti del calcio brasiliano avevano manifestato interesse per la Reggina tramite il nostro direttore e con la presenza e la manifestazione di interesse portata s mano da Everton e Thálmate, cone da fotografie annesse.
Non era la Serie D ad attirare l'attenzione. Era la storia della Reggina. Era il fascino di una maglia che per anni ha rappresentato il Sud in Serie A. Era il potenziale di una città affacciata sullo Stretto e il legame con milioni di calabresi sparsi nel mondo, milioni nello stesso Brasile.
La Reggina non è soltanto una squadra di calcio. È un patrimonio identitario che parla a oltre trenta milioni di calabresi e discendenti di calabresi presenti nei cinque continenti. Un patrimonio che avrebbe potuto diventare un ponte naturale verso il Brasile, paese che ospita la più grande comunità di origine italiana al mondo.
In Brasile vivono oltre 30 milioni di cittadini di origine italiana. Molti di loro hanno radici calabresi, venete, siciliane e campane. Sono imprenditori, professionisti, dirigenti, sportivi. Persone che guardano ancora all'Italia come alla terra delle proprie origini.
Per questo la vicenda Ronaldinho-Ravenna assume un significato che va oltre il calcio. Dimostra come una visione internazionale possa trasformare un club, una città e un territorio in un punto di riferimento globale.
Forse è arrivato il momento di chiedersi perché altre realtà italiane riescano ad attrarre nomi, investimenti e attenzione dal Brasile, mentre Reggio Calabria, che avrebbe tutte le carte in regola per essere una capitale naturale dei rapporti tra Italia e Sud America, continui a lasciarsi sfuggire occasioni che potrebbero generare sviluppo, turismo, investimenti e prestigio internazionale.
Speriamo che il nuovo sindaco ed il nuovo proprietario della Reggina abbiano questa visione, avere anche noi un Neymar o un nipote di Pelè in campo, cambierebbe la prospettiva e gli obbiettivi.
Brasile e Italia sono paesi amici. Brasile e Calabria sono legati da una storia comune. Il calcio, ancora una volta, ci ricorda che i ponti portano lontano, e di ponti per recuperare la nostra citta non ne basta certo uno.
Andrea Ruggeri
