Domotek Volley in A2

La Domotek Volley ha scritto la storia, e a raccontarla con le vene gonfie d’orgoglio è uno dei suoi uomini simbolo. Il centrale Luca Presta, calabrese doc, tra i giocatori più esperti e determinanti dell’intero campionato, non ha usato mezzi termini per spiegare il segreto di una cavalcata trionfale culminata con la vittoria delle finali play-off e la promozione. Ma il centrale reggino non si è fermato al valore del singolo, spostando subito l’attenzione sul vero motore del successo: "Secondo me la chiave è stata soprattutto la squadra, l’unione che abbiamo avuto tutti e 14 dal primo giorno. Dal momento in cui siamo partiti, quello ci ha portato fino alla fine a raggiungere l’obiettivo che volevamo. E sappiamo tutti quale fosse".
Presta, però, non è solo un atleta: è un figlio di questa terra. E nel giorno più bello non poteva dimenticare le sue radici. "Le prime persone che ho chiamato finita la partita sono state le nonne – ha raccontato con emozione –. La prima cosa che mi hanno detto? “Complimenti”. E hanno sottolineato quante volte sia stato ricordato in telecronaca che Belvedere, Diamante e tutte le zone vicine mi hanno sostenuto dal primo giorno".
Un’identità regionale fortissima, che Presta lega a doppio filo con i nomi di chi ha reso possibile tutto questo. "È bello riconoscere questa identità calabrese, che passa da Saverio De Santis, da Max Lopetrone, dal Capitano Laganà e poi da tutti i miei compagni, diventati cittadini acquisiti". Perché qui, a Reggio, non si è scritta solo una pagina di sport: "l’ambiente è spettacolare. Dentro e fuori dal palazzetto. Io ho legato con persone al di fuori del mondo della pallavolo, e questo ci aiuta a esprimere un gioco positivo, a stare bene".
Il momento più toccante arriva quando Presta parla del suo rapporto con la piazza. "Io mi sento a casa, lo dico tranquillamente. Per me, da calabrese, è un onore rappresentare questi colori. Io sono in un certo senso in debito con tutta Reggio, con la società, con i dirigenti per tutto quello che avete fatto per noi giocatori. Giocare a Reggio è qualcosa che mi rende felice".
Una felicità che adesso va solo celebrata, senza pensare subito al futuro. "La Serie A2? È un livello difficile, molto alto. Noi possiamo esprimere un buon livello partendo già da settembre. Ma adesso dobbiamo solo festeggiare, goderci il momento tutti insieme. La società ci penserà con preparazione e concretezza".
(Riprodotto in parte da un articolo di Strettoweb)
