L'Assurdo Concorso di Abilitazione Guide Turistiche

Scusate, ma siamo seri? Dopo il disastro di meno di un anno fa, ci si ritrova nuovamente al punto di partenza. Cambia il ministro, ma restano immutate le modalità assurde di organizzare un concorso che ha tutto il sapore di una presa in giro.
Si parla di sedi per le prove scritte distanti 600/700 km in auto per chi vive in Calabria, a Reggio Calabria: un anno fa Napoli, ora San Marco Evangelista (CE). Il costo minimo supera facilmente i 200 euro tra benzina, pedaggi, parcheggio e pasti fuori casa (colazione, pranzo e cena). Con i mezzi pubblici la spesa è leggermente inferiore, ma l’organizzazione è molto più complessa: treno fino a Napoli, poi eventuale coincidenza per Caserta (eventuale, perché il treno dovrebbe arrivare in orario, cosa tutt’altro che scontata), quindi taxi fino alla sede. In ogni caso, con l’auto significa alzarsi alle 5 del mattino.
Con il treno delle 6:51 da Reggio Calabria ci si deve alzare ancora prima. Per arrivare in stazione, ad esempio da casa, servono 40/50 minuti di taxi. Prima occorre fare una doccia (considerando che si starà fuori almeno 22 ore), una colazione sostanziosa e preparare due panini per il pranzo durante il viaggio. Tra doccia, preparazione della colazione e dei panini, colazione e vestirsi, passano altri 30/40 minuti almeno. Poi bisogna raggiungere la biglietteria, fare il biglietto e arrivare al binario, altri 10/15 minuti.
Quelli della Ionica devono partire il giorno prima e pernottare a Napoli o Caserta.
Per quale motivo chi vive a Reggio Calabria (città metropolitana) o a Villa San Giovanni, a circa 100 km dalla sede di Catania, e impiegherebbe un’ora e mezza per arrivare, con poche ore complessive tra viaggio, pranzo, prova, cena e rientro a casa, deve invece affrontare un viaggio di andata e ritorno di oltre 1200 km?
Perché le informazioni su regole e sedi sono arrivate (almeno in questo caso) solo 6 giorni prima? Perché l’assenza dalla sede d’esame all’ora stabilita, per qualsiasi causa, anche di forza maggiore, comporta l’esclusione dalla selezione? Se il treno, come già accaduto per motivi gravi in passato, si ferma, si perde tutto?
Perché le prove si basano su migliaia di quesiti sui quali non è neppure possibile prepararsi in modo mirato? A cosa serve rispondere correttamente su una chiesetta in Val d’Aosta se poi il lavoro sarà svolto a Reggio Calabria? Ha lo stesso peso non conoscere i Bronzi di Riace e non sapere chi ha dipinto sul muro di una chiesetta in un luogo poco visitato?
In internet vendono 230 pagine di possibili domande e risposte, dicendo che potresti aumentare da 2 a 5% le tue chance di passare alla prova orale, ma stiamo scherzando?
L’avviso di immediata partecipazione non tiene conto della vita, del lavoro, dei diritti della persona e, come sempre, il rischio di essere esclusi non solo è elevato, ma quasi certo.
Si sperava che con l’arrivo del nuovo ministro e con le promesse fatte a Reggio le cose sarebbero migliorate. Invece, pur avendo titoli accademici, artistici e storici, pur essendo artista e professore di lingua e cultura abilitato, con oltre 30 anni di insegnamento ed esperienza sul campo, pur disponendo di documenti rilasciati dai ministeri dei Paesi che si dovrebbero assistere come guida (Brasile, Argentina e USA) da parte dei ministeri della cultura e del turismo, ci si ritrova costretti a sottoporsi a questa selezione assurda, venendo umiliati dopo una vita dedicata all’arte, alla cultura e al proprio Paese.
Poi ci si lamenta se esistono guide abusive che forniscono informazioni scorrette ai turisti, che certamente non sono professionisti come questi, la cui competenza nasce da una vita dedicata all’arte e al turismo, in Italia e nel mondo.
Grazie nuovamente per il nulla.
Andrea Ruggeri
