L'originale non sempre vince
Alcuni giorni fa ero al caffè Garibaldi a Villa San Giovanni, dove è esposto un mio quadro, nato da una mia idea e da un mio lavoro creativo, poi completato in pittura digitale da Silvio Mavilla mio professore all’Accademia di Belle Arti e grande fotografo. Il proprietario, indicando l'opera, ha detto a un cliente: «È lui che l'ha fatta». La risposta è stata una risata. «Ma no, è una stampa!»
La cosa curiosa è che il quadro è davvero mio.
Per un attimo mi è tornato in mente un aneddoto che riguarda Charlie Chaplin. Si racconta che partecipò in incognito a un concorso dedicato alla sua celebre camminata e che non soltanto non vinse, ma arrivò addirittura ventesimo. Che il racconto sia vero o una leggenda poco importa: il significato che porta con sé è straordinario.
Molte volte nella vita non veniamo riconosciuti per ciò che siamo, per ciò che facciamo o per ciò che sappiamo fare. Gli altri vedono ciò che si aspettano di vedere. Se qualcosa appare troppo bello, troppo particolare o semplicemente diverso da ciò che immaginano, diventa più facile negarne l'autenticità che accettarla.
Se Charlie Chaplin fosse davvero arrivato ventesimo in un concorso dedicato a Charlie Chaplin, significa che perfino l'originale può non essere riconosciuto. E allora perché dovremmo stupirci quando qualcuno non riconosce il nostro lavoro, il nostro talento o il nostro impegno?
Viviamo spesso aspettandoci che il merito venga immediatamente riconosciuto, ma non funziona così. A volte il più grande complimento non è il premio o l'applauso di tutti, ma quel piccolo momento in cui qualcuno si ferma, guarda ciò che hai creato e ne comprende il valore.
Il riconoscimento non è un diritto automatico. È un dono che arriva quando gli altri riescono a vedere oltre le proprie aspettative. Per questo, quando qualcuno riconosce davvero le nostre capacità, dovremmo anche imparare a esserne grati.
Il mio quadro è ancora lì, appeso al muro del caffè Garibaldi. Che qualcuno pensi sia una semplice stampa non cambia la realtà delle cose: è il frutto del mio lavoro e della collaborazione artistica con Silvio. Il valore di ciò che facciamo non dipende dal numero delle persone che ci credono.
Dopotutto, se Charlie Chaplin non è riuscito a vincere un concorso su Charlie Chaplin, forse possiamo concederci il lusso di non farci definire dal giudizio di chi, semplicemente, non ci ha riconosciuto.
Andrea Ruggeri
