Qualcosa succede a Messina e a Reggio Calabria. Un'opera per due sponde
Una giornata destinata a rimanere nella storia culturale dello Stretto di Messina, con due inaugurazioni che hanno idealmente unito Sicilia e Calabria attraverso l'arte, in attesa del ponte fisico che da decenni anima il dibattito nazionale.
La mattina, a Messina, nella rinnovata area dell'ex Fiera Campionaria, oggi trasformata in un moderno parco urbano restituito alla città, è stata inaugurata la monumentale installazione "Fontana Ferma", opera del maestro Piero Pizzi Cannella. L'intervento artistico rappresenta uno dei simboli del progetto di riqualificazione del waterfront messinese e del nuovo Museo Interdisciplinare Regionale (MIRA), contribuendo a ridefinire il rapporto tra la città e il mare.
A svelare l'opera sono stati il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il sindaco Federico Basile e Arturo Pizzi Cannella, figlio dell'artista. Alla cerimonia hanno preso parte anche la rettrice dell'Università di Messina Giovanna Spatari, la vicesindaca Laura Castelli, l'assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata, il questore, la prefetta, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo e numerose autorità civili, militari e rappresentanti del mondo della cultura.
Nel pomeriggio la stessa emozione si è trasferita sull'altra sponda dello Stretto. A Reggio Calabria, nella suggestiva Piazza De Nava, davanti al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, è stata inaugurata l'opera gemella, completando così un progetto artistico concepito per dialogare tra le due città.
Anche in questa occasione erano presenti il ministro Alessandro Giuli, il sindaco Giuseppe Falcomatà, il direttore del Museo Fabrizio Sudano, il prefetto di Reggio Calabria, le autorità civili, militari e religiose, numerosi artisti e studiosi, tra cui il professor Daniele Castrizio.
Le due installazioni rappresentano molto più di un'opera d'arte contemporanea: costituiscono un dialogo permanente tra Messina e Reggio Calabria, due città che condividono storia, cultura, identità e il mare che le separa e, allo stesso tempo, le unisce.
Un ponte culturale, dunque, che anticipa simbolicamente quello infrastrutturale. L'arte diventa linguaggio comune, capace di superare i confini geografici e di ricordare come le due sponde dello Stretto siano parte di un unico patrimonio storico e umano. Prima ancora dell'acciaio e del cemento, sono la cultura, la bellezza e la memoria condivisa a costruire i ponti più solidi.
Una giornata destinata a rimanere nella storia culturale dello Stretto di Messina, con due inaugurazioni che hanno idealmente unito Sicilia e Calabria attraverso l'arte, in attesa del ponte fisico che da decenni anima il dibattito nazionale.
La mattina, a Messina, nella rinnovata area dell'ex Fiera Campionaria, oggi trasformata in un moderno parco urbano restituito alla città, è stata inaugurata la monumentale installazione "Fontana Ferma", opera del maestro Piero Pizzi Cannella. L'intervento artistico rappresenta uno dei simboli del progetto di riqualificazione del waterfront messinese e del nuovo Museo Interdisciplinare Regionale (MIRA), contribuendo a ridefinire il rapporto tra la città e il mare.
A svelare l'opera sono stati il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il sindaco Federico Basile e Arturo Pizzi Cannella, figlio dell'artista. Alla cerimonia hanno preso parte anche la rettrice dell'Università di Messina Giovanna Spatari, la vicesindaca Laura Castelli, l'assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata, il questore, la prefetta, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo e numerose autorità civili, militari e rappresentanti del mondo della cultura.
Nel pomeriggio la stessa emozione si è trasferita sull'altra sponda dello Stretto. A Reggio Calabria, nella suggestiva Piazza De Nava, davanti al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, è stata inaugurata l'opera gemella, completando così un progetto artistico concepito per dialogare tra le due città.
Anche in questa occasione erano presenti il ministro Alessandro Giuli, il sindaco Francesco Cannizzaro, il direttore del Museo Fabrizio Sudano, il prefetto di Reggio Calabria, le autorità civili, militari e religiose, numerosi artisti e studiosi, tra cui il professor Daniele Castrizio.
Le due installazioni rappresentano molto più di un'opera d'arte contemporanea: costituiscono un dialogo permanente tra Messina e Reggio Calabria, due città che condividono storia, cultura, identità e il mare che le separa e, allo stesso tempo, le unisce.
Un ponte culturale, dunque, che anticipa simbolicamente quello infrastrutturale. L'arte diventa linguaggio comune, capace di superare i confini geografici e di ricordare come le due sponde dello Stretto siano parte di un unico patrimonio storico e umano. Prima ancora dell'acciaio e del cemento, sono la cultura, la bellezza e la memoria condivisa a costruire i ponti più solidi.
Andrea Ruggeri
