A Reggio Calabria si comincia con le bollicine e si finisce sempre con loro
Valdobbiadene a Reggio Calabria: quando le bollicine diventano protagoniste
A Reggio Calabria il vino ha incontrato il mare, la musica, la convivialità e la voglia di stare insieme. E a Vinitaly and the City, sul Lungomare Falcomatà, non potevano mancare le bollicine, quelle capaci di trasformare un semplice brindisi nell'inizio di una serata.
Tra i calici protagonisti della manifestazione, il Prosecco di Valdobbiadene ha conquistato il pubblico con la sua freschezza, la sua eleganza e quella piacevole immediatezza che lo rende perfetto per una serata estiva.
Tutti buonissimi. E qui viene quasi spontaneo sorridere: perché con le bollicine c'è una regola non scritta che sembra valere sempre. Si comincia con loro e si finisce con loro.
Si parte con un calice per l'aperitivo, magari con l'idea di assaggiare soltanto. Poi arriva un altro brindisi, una nuova degustazione, una conversazione che si allunga. E alla fine ci si ritrova ancora lì, con un calice in mano e le bollicine a fare da compagne di viaggio.
È proprio questa la forza del Prosecco di Valdobbiadene: non pretende di essere protagonista a tutti i costi, ma sa farsi ricordare. Ha la capacità di accompagnare il momento, di mettere allegria e di creare immediatamente convivialità.
E quale luogo migliore di Reggio Calabria per raccontare questa atmosfera?
Da una parte il vino, con la sua storia e la sua cultura; dall'altra il mare dello Stretto, la luce della sera e uno dei lungomare più suggestivi d'Italia. Un incontro che sembra quasi naturale.
Vinitaly and the City ha portato così a Reggio Calabria un pezzo dell'universo enologico italiano, trasformando la degustazione in un'esperienza da vivere più che da raccontare.
E alla fine resta una certezza: davanti a un buon calice di Valdobbiadene, la serata può anche essere iniziata per caso.
Ma le bollicine, quelle, difficilmente finiscono per caso.
Perché si comincia con loro.
E si finisce sempre con loro.
E se sono tutte così buone, perché mai dovremmo smettere di brindare?
Andrea Ruggeri
