Tour de France poco Green

17.07.2026

Il Tour de France si presenta al mondo come il simbolo dello sport sostenibile, della mobilità dolce e del rispetto per l'ambiente. Eppure, dietro la facciata "green" tanto sbandierata, emerge una realtà che fa discutere: per consentire il passaggio della corsa ciclistica sono stati abbattuti ben 872 alberi.

Una decisione che lascia senza parole e che evidenzia tutta l'ipocrisia di chi, da anni, impartisce lezioni ambientali al resto d'Europa. La Francia non perde occasione per criticare altri Paesi sulle politiche ecologiche, sulle emissioni e sulla tutela del territorio, salvo poi sacrificare centinaia di alberi se questo serve a garantire il perfetto svolgimento di uno dei suoi eventi sportivi più prestigiosi.

Gli alberi abbattuti si trovavano lungo la strada che conduce al Ballon d'Alsace, nel dipartimento dell'Alto Reno, in Francia. Il taglio è stato effettuato per consentire l'adeguamento del percorso che proprio domani 18 luglio 2026, sará utilizzato dal Tour de France 2026 durante la 14ª tappa, da Mulhouse a Le Markstein. Una scelta che ha suscitato forti polemiche anche in Francia e che ha costretto gli organizzatori della corsa a difendere pubblicamente l'intervento.

È inevitabile chiedersi quale sia il vero significato della parola "green". Se la sostenibilità vale soltanto quando non interferisce con gli interessi economici, turistici e mediatici di un grande evento internazionale, allora non si tratta di ambientalismo, ma di semplice marketing.

Gli alberi non sono un elemento decorativo sacrificabile all'occorrenza. Sono fondamentali per l'assorbimento della CO₂, per la biodiversità, per la protezione del suolo e per la qualità della vita dei cittadini. Abbatterne 872 per pochi minuti di spettacolo sportivo rappresenta un prezzo ambientale enorme che difficilmente può essere giustificato con slogan ecologisti.

La questione diventa ancora più paradossale se si considera che il Tour de France è spesso presentato come uno degli eventi sportivi più sostenibili al mondo. Si promuovono campagne per la raccolta differenziata, si invita il pubblico a utilizzare mezzi pubblici e biciclette, mentre contemporaneamente si autorizza il taglio di centinaia di alberi per adeguare le infrastrutture al passaggio della corsa.

L'ambiente non dovrebbe avere nazionalità né doppi standard. Se si pretende rigore ecologico dagli altri, lo stesso rigore deve essere applicato innanzitutto a se stessi. Non è credibile ergersi a paladini del green quando, alla prima occasione, si sacrifica il patrimonio naturale in nome della visibilità e dell'organizzazione.

Lo sport è un valore straordinario, ma non può diventare un lasciapassare per decisioni che contraddicono i principi che si dichiarano di voler difendere. Gli alberi impiegano decenni per crescere; il Tour de France passa in pochi minuti. Sarebbe opportuno ricordarlo prima di impartire lezioni di ambientalismo al resto del mondo.

 Andrea Ruggeri

Ps. in ogni caso anche noi per le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina sbbiamo fatto uno scempio uguale o peggiore, ma evitiamo dare lezioni agli altri.  

Share