Una settimana SI e No per lo sport
Quella a cavallo del primo maggio è stata una settimana densa, un'altalena di emozioni per lo sport italiano e internazionale, scandita da verdetti netti: molti SÌ, ma altrettanti, pesantissimi, NO.
Calcio: Tra gioia e sospetto
NO all'ennesima indagine su presunti arbitraggi pilotati. Sembra che Calciopoli non abbia insegnato nulla o, peggio, che abbia insegnato come perfezionare il sistema, in negativo. Non dimentichiamoci che dietro i risultati non ci sono solo i club, ma anche gli interessi colossali delle agenzie di scommesse.
SÌ all'Inter Campione d'Italia, ma è un trionfo sporcato dal dubbio. Con le ombre arbitrali, la festa rischia di spegnersi sul nascere, lasciando spazio alla preoccupazione. Quando accadde alla Juventus, la condanna fu la retrocessione con la revoca di due scudetti (assegnati proprio ai nerazzurri). Quella Juve era una corazzata che meritava sul campo, esattamente come l'Inter di oggi. Se volessimo essere coerenti — pur attendendo le sentenze — dovremmo restituire i titoli alla Juve o togliere gli ultimi due all'Inter. Queste restano "chiacchiere da bar", ma se le interferenze venissero confermate, passare dal carosello della festa all'inferno della Serie B sarebbe una punizione tanto dura quanto necessaria. Quindi un SÌ forse NO.
Motori: Luci e ombre sulla pista
SÌ assoluto a Kimi Antonelli. Dopo il tennis, l'Italia sembra aver trovato un nuovo fenomeno dei motori: una tripletta di GP vinti che sa di predestinato. NO, invece, alla Ferrari. Pare proprio che le soluzioni tecniche tardino ad arrivare e che i piloti non riescano a invertire la rotta. Una crisi d'identità che preoccupa.
Il dolore del ricordo
NO, decisamente NO alla notizia della scomparsa di Alex Zanardi. Un amico, un condottiero che ha mostrato al mondo che la forza di volontà non ha confini: ci ha insegnato che si può vincere anche a pezzi, anche senza gambe, se il cuore lo vuole.
Questo primo maggio mi ha riportato alla mente il dolore per la perdita di un altro mito, Ayrton Senna, e la recente scomparsa di un altro gigante: il brasiliano Oscar Schmidt. Il miglior cestista che io abbia mai visto, la stella della Juve Caserta soprannominata "Mano Santa" per una precisione soprannaturale. Se la palla arrivava a lui, era sentenza: solo rete.
Tennis: Il dominio di Sinner
SÌ a Jannik SInner, che trionfando al quinto Master 1000 si è dimostrato semplicemente imbattibile a Madrid . Complice l'infortunio di Alcaraz — a cui auguriamo un pronto rientro — Jannik si gode il numero uno del ranking mondiale fino a fine stagione. Il dualismo tra questi due campioni ha riportato il tennis nell'Olimpo degli sport più seguiti del pianeta.
Il caso Reggina
NO, decisamente NO alla Reggina. Un "no" che pesa per la mancata promozione in Serie C, ma soprattutto per la chiusura totale verso chi propone soluzioni concrete per il futuro. NO, NO, NO e ancora NO.
Suiamo incazzati con i dirigenti, ma maggiormente con l'ex sindaco e il facenti funzioni, veri colpevoli del caso.
E ora alla prossima sperando che i SÌ superino i NO.
Un ricordo per Alex e Oscar due campioni che fanno parte della mia storia e di moltissimi altri nel mondo, non vi dimenticheremo siatene certi.
Andrea Ruggeri
