Successo del Biscotto Nautico a Villa San Giovanni
Che Villa San Giovanni meritasse un evento importante lo si capiva da tempo. Che a realizzarlo fosse Maria Idone, con un successo di pubblico così grande, era qualcosa che si poteva immaginare conoscendone la determinazione. Ma cosa sarebbe diventato il progetto del Biscotto Nautico, questo davvero nessuno poteva prevederlo.
Purtroppo non ero presente perché ero in viaggio, ma c'erano Cris e Paolo a raccontarmi l'entusiasmo e l'atmosfera che si respiravano. Quando, qualche mese fa, diedi una mano a procurare i primi gazebo per la Festa delle Luci, ormai diventata un appuntamento fisso per la città, non avrei mai immaginato che, nel giro di così poco tempo, Maria sarebbe stata capace di organizzare quello che è stato, a tutti gli effetti, il più grande evento dell'anno a Villa San Giovanni. Un risultato costruito con passione, perseveranza e tantissimo lavoro.
È vero, il 1° agosto è il periodo in cui Villa San Giovanni accoglie gran parte dei turisti estivi e la concomitanza con la 62ª Traversata dello Stretto ha certamente contribuito ad amplificare il successo della manifestazione. Ma era proprio un evento come questo che mancava. Al di là delle tradizionali sagre popolari e delle feste religiose, la città aveva bisogno di un appuntamento capace di unire villesi e visitatori in una grande festa. E la risposta è stata straordinaria: tutti hanno partecipato con entusiasmo.
Adesso la sfida è un'altra. Ad agosto è naturale registrare grandi presenze, ma il vero obiettivo sarà trasformare questa capacità organizzativa in un'opportunità che valorizzi Villa San Giovanni durante tutto l'anno, creando eventi che attirino persone e facciano vivere il territorio anche oltre la stagione estiva.
Il successo della prima edizione è stato straordinario. Un lavoro immenso, ripagato da una partecipazione difficile persino da quantificare: migliaia di persone che, anche solo per una sera, hanno lasciato da parte problemi, preoccupazioni e la routine quotidiana per vivere un momento di condivisione, festa e spensieratezza.
Ogni anno il Comitato del Commercio Villese cresce, sia nei numeri che nell'entusiasmo, con l'obiettivo di valorizzare il nostro territorio e creare occasioni di incontro. Noi abbiamo sempre creduto in questo percorso e lo abbiamo sostenuto con convinzione, anche se non sempre questo impegno viene compreso fino in fondo.
Maria Idone, anima e instancabile organizzatrice dell'evento, anche attraverso il nostro giornale, desidera rivolgere un sentito ringraziamento al sindaco Giusy Caminiti e all'assessore Albino Rizzuto per il sostegno e la vicinanza dimostrati.
Un grazie speciale va anche al compagno di viaggio, l'assessore Peppe Cotroneo, che l'ha supportata – e sopportata – in ogni richiesta, con disponibilità, presenza e spirito di servizio.
Un ringraziamento sincero a Domenico Tedesco, sempre pronto a risolvere ogni piccolo imprevisto, e ai suoi amici Francesco Errigo e Pasquale Scopelliti che, pur non essendo villesi, hanno dato un contributo prezioso alla riuscita dell'iniziativa.
Grazie anche a Milena Stracuzza, che ha raccontato con passione la storia del Biscotto Nautico, distribuendolo ai visitatori nella sua versione realizzata con la ricetta originale dal Panificio Santoro.
Un pensiero speciale a Maria Stilo, con cui ha condiviso fatica, sacrifici, ma anche tanti momenti di soddisfazione e divertimento.
Infine, il grazie più grande è rivolto a tutti i commercianti: persone straordinarie che hanno creduto in questo progetto fin dal primo momento, contribuendo a trasformare un'idea in una splendida realtà.
Questa prima edizione ha dimostrato che, quando una comunità fa squadra e lavora con passione, i risultati arrivano. Il Biscotto Nautico non è stato soltanto un evento: è stato un simbolo di identità, collaborazione e orgoglio per Villa San Giovanni. Ora la sfida è fare in modo che questo entusiasmo non rimanga confinato al mese di agosto, ma diventi il punto di partenza per una città viva, attrattiva e protagonista durante tutti i dodici mesi dell'anno.
Andrea Ruggeri
Il Biscotto Nautico non è soltanto un prodotto da forno: è un frammento di storia, un compagno di viaggio che per secoli ha accompagnato marinai, pescatori e navigatori. A seconda dei luoghi e delle epoche è stato conosciuto con nomi diversi: pane dei marinai, pane da viaggio, galletta marinaresca, biscotto di mare e, nel mondo anglosassone, il celebre hardtack o ship's biscuit. Cambiava il nome, ma non la sua missione: resistere al tempo e sfamare gli uomini durante le lunghe traversate.
Immaginate una nave che lascia il porto di Villa San Giovanni quando il sole è ancora nascosto dietro l'Etna. Il vento gonfia le vele e lo Stretto di Messina è già vivo di correnti, remi e richiami dei pescatori. Nella stiva non ci sono solo corde, reti e botti d'acqua, ma anche sacchi pieni di quei biscotti durissimi, cotti due volte per togliere ogni traccia di umidità. Così potevano resistere per mesi senza rovinarsi.
I marinai li spezzavano con il coltello o con il manico di un utensile. Spesso li immergevano nell'acqua, nel brodo o nel vino per ammorbidirli, trasformandoli in un pasto semplice ma prezioso. Quel biscotto non era una prelibatezza: era la sicurezza di avere qualcosa da mangiare quando il mare decideva di trattenere gli uomini lontano da casa.
Per una città come Villa San Giovanni, da sempre affacciata sul mare e crocevia di naviganti, il Biscotto Nauticoracconta molto più di una ricetta. Racconta la vita di chi affrontava lo Stretto, sfidando correnti e venti per trasportare persone e merci da una sponda all'altra. Racconta il lavoro dei fornai che, con gesti tramandati di generazione in generazione, preparavano quel pane speciale destinato a diventare il compagno inseparabile dei marinai.
La festa dedicata al Biscotto Nautico nasce proprio per questo: non solo per celebrare un prodotto tipico, ma per riportare alla luce una pagina della storia di Villa San Giovanni. Dietro ogni biscotto c'è il profumo del forno, il rumore delle onde, il coraggio di chi viveva di mare e la memoria di una comunità che, attraverso un alimento semplice, riscopre oggi la propria identità e la consegna alle nuove generazioni.
