IA comanda la parte buona della nostra vita?

Che giornata. Sembra un attimo, ma la mattinata è già passata.
Mi sono svegliato, ho preparato la colazione e ho lavato i piatti: tazzine, cucchiaini, coltello. Poi mi sono lavato e ho pulito il bagno: la doccia, il water e infine il lavandino. Dopo, scopa e strofinaccio per terra. Quindi ho diviso la biancheria e messo in lavatrice mutande, vestiti, tovaglie ecc.
Poi ho lavorato un'oretta. Ho dovuto far controllare all'IA l'ortografia e l'impaginazione, e qualche volta le ho chiesto di correggere il testo e di darmi consigli su come migliorarlo.
Adesso posso tornare alle faccende di casa: cucinare il pranzo, lavare i piatti, sistemare la cucina ecc.
Ma posso farlo, dicono i saggi, grazie al tempo che risparmio perché l'IA mi aiuta con i libri, gli articoli e quando decido di programmare attività artistiche, esposizioni e così via.
Oggi, però, pensavo a quanto grande sia lo scompenso che tutto questo sta creando nella mia vita. Perché io vorrei che fosse l'IA a lavare i miei vestiti, pulire il bagno e lavare tazzine e piatti, affinché io possa dipingere e scrivere; non che sia l'IA a dipingere e scrivere affinché io possa lavare i vestiti, pulire il bagno e lavare i piatti.
Esistono robot capaci di aiutare in casa, ma questa è un’altra storia di cui parleremo un’altro giorno.
E allora vi dico che l'errore che abbiamo fatto con l'IA non è averla resa intelligente.
È averle affidato la parte buona della nostra vita.
Andrea Ruggeri
