Il set infinito: a Reggio Calabria la pallavolo riscrive la storia
Ci sono partite che si vincono. E poi ci sono quelle che, semplicemente, entrano nella memoria.
A Reggio Calabria oggi è andata in scena una di quelle sfide destinate a essere raccontate ancora a lungo: un'amichevole tra due Nazionali trasformata in una battaglia punto dopo punto, fino a consegnare alla pallavolo un dato che ha dell'incredibile.
130 punti in un solo set.
Non è un modo di dire. È il risultato di una sfida interminabile, di quelle in cui ogni pallone sembra poter cambiare la storia e nessuna delle due squadre è disposta a concedere un centimetro.
Quando il punteggio smette di essere un numero
Nel volley siamo abituati a pensare ai set come a una corsa verso quota 25. Ma oggi, a Reggio Calabria, il numero 25 è diventato soltanto un lontanissimo punto di partenza.
25-25.
30-30.
40-40.
50-50.
E ancora avanti.
Il tabellone continuava a correre mentre il set sembrava non voler finire mai. Ogni azione diventava una piccola finale: un muro, una difesa impossibile, una battuta, un attacco e poi di nuovo tutto da capo.
130 punti complessivi in un unico set significano una cosa sola: nessuno voleva arrendersi.
Il set più lungo, una pagina da record
Ed è proprio questo il fascino dello sport.
A volte i record arrivano nei grandi appuntamenti, sotto i riflettori di una finale mondiale o di una partita olimpica. Altre volte nascono dove nessuno se li aspetta: in un'amichevole che, pallone dopo pallone, si trasforma in qualcosa di irripetibile.
Oggi a Reggio Calabria il risultato passa quasi in secondo piano.
Perché quando una partita supera ogni limite immaginabile, quello che resta non è soltanto il vincitore. Resta la storia di una battaglia sportiva.
E questa volta gli annali della pallavolo avranno una cifra da cerchiare: 130.
Gli azzurri in campo
Per gli annali resta anche la formazione scelta da Ferdinando De Giorgi, che ha mandato in campo Sbertoli in palleggio, Rychlicki opposto, Lavia e Bottolo schiacciatori, Mati e Sanguinetti centrali e Laurenzano libero.
Nel corso del match hanno trovato spazio anche tutti gli altri convocati, ad eccezione di Michieletto.
Una partita che, proprio per la sua natura amichevole, ha permesso al commissario tecnico di ruotare gli uomini, ma che sul campo ha assunto rapidamente tutt'altro significato.
Perché quando il punteggio comincia a salire in quel modo, la parola "amichevole" finisce quasi per sparire.
Oltre tre ore di pallavolo
E non è stato soltanto il punteggio a rendere speciale questa giornata.
La partita è durata oltre tre ore, trasformando il match in una vera maratona sportiva.
Sugli spalti, intanto, il pubblico ha risposto presente: più di 4.400 spettatori (noi compresi) hanno accompagnato gli azzurri in una giornata destinata a essere ricordata anche per la straordinaria cornice di pubblico.
Un altro piccolo, grande record di una giornata già fuori dall'ordinario.
Quando il volley diventa spettacolo
Un set così racconta meglio di mille parole cosa renda unico il volley.
Non esiste pareggio definitivo. Non esiste una scorciatoia. Per chiudere il set bisogna conquistare il margine necessario e, quando le squadre continuano a rispondersi colpo su colpo, la sfida può trasformarsi in una vera maratona.
Il pubblico guarda il tabellone, poi il campo, poi di nuovo il tabellone.
E si chiede: "Ma quando finirà?"
Oggi quella domanda ha avuto una risposta soltanto dopo un'infinità di scambi.
Una giornata da ricordare
Alla fine, ciò che rimane è quella cifra: 130.
Un numero enorme, quasi surreale, capace di raccontare da solo la dimensione della sfida.
Perché le statistiche possono essere fredde, ma alcune statistiche hanno un'anima.
E 130 punti in un set sono proprio così: il ricordo di una partita che ha smesso di essere una semplice amichevole ed è diventata un pezzo di storia della pallavolo.
A Reggio Calabria, oggi, non si è giocato soltanto un set.
Si è giocato fino a quando il volley ha deciso di arrendersi.
E noi eravamo lì a godercela tutta.
Djàvlon
