Suppletive a Reggio Calabria, duello alla Sergio Leone: destre contro destre e sinistre contro sinistre

Le suppletive di Reggio Calabria non sono ancora entrate nel vivo, ma la campagna elettorale ha già assunto i contorni di un vero e proprio regolamento di conti. Non soltanto tra gli schieramenti, ma soprattutto dentro gli stessi schieramenti.
Il 27 e 28 settembre gli elettori del collegio saranno chiamati a scegliere il nuovo deputato dopo le dimissioni di Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria. E quella che avrebbe dovuto essere una semplice partita per la successione al parlamentare azzurro si sta trasformando in qualcosa di molto più interessante: un test sugli equilibri del centrodestra, una verifica per il campo largo e, soprattutto, un confronto sulle tensioni interne ai partiti.
A destra la candidatura di Domenico Giannetta con Futuro Nazionale di Roberto Vannacci ha aperto una frattura con Forza Italia, il partito dal quale Giannetta proviene. Dall'altra parte, la candidatura di Frank Benedetto continua a generare malumori nel centrosinistra e ora anche dentro il Partito Democratico, dove il dirigente dem Giulio Sorace ha contestato apertamente il metodo con cui è stato individuato il candidato.
Due vicende diverse, dunque, ma con un denominatore comune: le suppletive stanno facendo emergere le guerre interne ai due grandi schieramenti.
Il centrodestra e la sfida di Giannetta a Forza Italia
La prima partita è quella che si sta giocando a destra.
Domenico Giannetta, ex esponente di Forza Italia e figura politica radicata in Calabria, ha scelto di correre alle suppletive con Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci.
Una scelta che ha provocato una reazione molto dura da parte del mondo azzurro e che assume un peso ancora maggiore alla luce degli equilibri nazionali. La candidatura di Giannetta rappresenta infatti la prima vera prova elettorale di Futuro Nazionale e arriva proprio in un territorio considerato da anni una roccaforte di Forza Italia.
Non è quindi soltanto una sfida tra due candidati.
È anche una sfida tra due pezzi del centrodestra.
Da una parte Forza Italia, che ha scelto Fabio Roscioli. Dall'altra Futuro Nazionale, che schiera Domenico Giannetta.
E a rendere ancora più personale la partita c'è proprio Francesco Cannizzaro, oggi sindaco di Reggio Calabria e segretario regionale di Forza Italia, che ha lasciato libero il seggio e ha rivendicato in prima persona la scelta di Roscioli.
Cannizzaro è stato netto: «Roscioli l'ho imposto io», spiegando di aver costruito la candidatura insieme al presidente della Regione Roberto Occhiuto e di averla poi condivisa con il resto del centrodestra.
Il candidato azzurro è dunque Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia, chiamato a difendere il seggio che negli ultimi anni era stato saldamente nelle mani di Cannizzaro.
E proprio qui entra in scena Giannetta.
Perché mentre Forza Italia prova a conservare il proprio fortino reggino, Vannacci tenta di aprire una breccia proprio pescando da quel mondo politico.
L'8% di Vannacci e la sfida agli azzurri
La coincidenza temporale è politicamente interessante.
La candidatura di Giannetta arriva mentre Futuro Nazionale cresce nei sondaggi nazionali. La rilevazione diffusa oggi accredita il movimento di Vannacci all'8%, davanti a Forza Italia.
Il dato nazionale e la partita reggina sono ovviamente due cose diverse, ma è difficile non vedere il collegamento politico: Futuro Nazionale cerca spazio nel centrodestra e a Reggio Calabria lo fa portando in campo un ex esponente di Forza Italia.
Non sorprende quindi che la reazione degli azzurri sia stata particolarmente dura.
Il segretario regionale di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, ha attaccato la scelta di Giannetta e ha rivendicato la forza della propria coalizione, sostenendo che il centrodestra possa vincere anche senza Vannacci.
Insomma, il duello non è soltanto Roscioli contro Giannetta.
È anche Cannizzaro contro Vannacci, almeno sul piano politico.
A sinistra il caso Benedetto
Se il centrodestra deve fare i conti con una competizione interna, il centrosinistra non è da meno.
Il candidato del campo largo è Frank Benedetto, ma la sua candidatura continua a essere accompagnata da discussioni e malumori.
L'ultima presa di posizione arriva da Giulio Sorace, dirigente del Partito Democratico di Caulonia e componente dell'assemblea regionale dei Giovani Democratici Calabria.
Sorace chiarisce di voler sostenere Benedetto, ma allo stesso tempo contesta duramente il metodo con cui è stata individuata la candidatura.
Il punto della sua denuncia è preciso: i circoli del Pd non sarebbero stati coinvolti nella scelta.
Sorace racconta di avere appreso la candidatura attraverso la stampa e definisce questa modalità una "vergogna", criticando la logica dei candidati "calati dall'alto".
È un passaggio politicamente significativo perché il dirigente dem non mette in discussione Benedetto come candidatoe non annuncia alcuna rottura elettorale.
Al contrario, dice che lo sosterrà.
La sua contestazione riguarda il metodo.
In altre parole: Benedetto sì, ma non così.
Il nodo della Locride e il nome di Vittorio Zito
Nella riflessione di Sorace c'è poi un secondo elemento, quello territoriale.
Il dirigente del Pd sostiene che, dopo la pesante sconfitta del centrosinistra a Reggio Calabria, sarebbe stato opportuno valutare una candidatura espressione della Locride, capace di concentrare il consenso di quell'area.
E indica un nome: Vittorio Zito, sindaco di Roccella Jonica e componente dell'assemblea nazionale del Partito Democratico.
L'ipotesi di una candidatura di Zito, secondo quanto riferito da Sorace, era circolata nei giorni precedenti. Poi la scelta è caduta su Benedetto.
Anche in questo caso, quindi, la discussione non riguarda soltanto chi è stato candidato, ma chi ha deciso la candidatura e con quale coinvolgimento dei territori.
Roscioli, Giannetta, Benedetto: tre candidature, tre partite
La fotografia della sfida reggina è quindi abbastanza chiara.
Fabio Roscioli è il candidato del centrodestra e di Forza Italia, con la candidatura fortemente rivendicata da Francesco Cannizzaro.
Domenico Giannetta è il candidato di Futuro Nazionale e di Roberto Vannacci, in una corsa che rappresenta anche la prima vera sfida elettorale del nuovo movimento.
Frank Benedetto è il candidato del campo largo, sostenuto dal centrosinistra, ma con una parte del Pd che contesta il percorso con cui si è arrivati alla sua candidatura.
A completare il quadro c'è Francesco Toscano, candidato di Democrazia Sovrana Popolare.
Ma le vere partite, almeno per ora, sembrano essere anche altre.
Non solo destra contro sinistra
Perché la sfida di Reggio Calabria rischia di raccontare gli equilibri futuri più delle sole percentuali ottenute dai singoli candidati.
Forza Italia deve dimostrare di poter conservare il proprio peso nel territorio anche davanti all'avanzata di Vannacci.
Futuro Nazionale vuole dimostrare che l'8% dei sondaggi nazionali può trasformarsi in consenso reale e che il movimento può conquistare spazio dentro il centrodestra.
Il Partito Democratico deve invece ricompattare il proprio campo intorno a Frank Benedetto, mentre dal territorio arrivano richieste di maggiore coinvolgimento dei circoli e degli amministratori locali.
Sono due guerre interne diverse.
A destra si discute di chi rappresenti il centrodestra.
A sinistra si discute di chi debba decidere il candidato del centrosinistra.
E tutto questo accade in una competizione per un solo seggio della Camera dei Deputati, quello lasciato libero da Francesco Cannizzaro dopo la sua elezione a sindaco di Reggio Calabria.
Le suppletive, quindi, potrebbero diventare molto più di una semplice elezione.
Potrebbero essere un termometro degli equilibri politici della Calabria, ma anche un piccolo laboratorio nazionale.
E a guardare la scena con un po' di ironia, sembra quasi di assistere a uno di quei duelli di Sergio Leone, dove prima ancora dello sparo conta capire chi è davvero l'avversario.
Perché questa volta il nemico non è soltanto di fronte.
È anche al proprio fianco.
Destre contro destre. Sinistre contro sinistre.
Un duello alla Sergio Leone, con Reggio Calabria come sfondo, il seggio di Cannizzaro come posta in palio e gli equilibri interni agli schieramenti come vero terreno di battaglia.
Djàvlon
