Ponte sullo Stretto ecco i giudici, ultimo muro

09.06.2026

La Procura di Roma ha avviato un’indagine per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina.

Ancora una volta il ruolo dei Giudici emerge come ultimo presidio di garanzia per gli oppositori al progetto, e sorprende che un intervento del genere non sia arrivato prima, vista la prassi in atto in Italia.

Secondo quanto riportato in una nota diffusa dall’ufficio giudiziario, (le famose note durante l'indagine e non a fine indagine) l’autorità inquirente ha delegato i carabinieri del Ros all’esecuzione di un decreto di perquisizione nei confronti di tre persone: un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti (in quiescenza dal febbraio scorso, e questo potrebbe dirla lunga), un avvocato "già" consigliere di amministrazione della societàStretto di Messina Spa” e un imprenditore. Le indagini avrebbero documentato comportamenti riconducibili ai tre indagati, volti a influenzare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica. 

Resta però il tema di come venga raccontato un procedimento ancora in corso, mentre per altri reati gravi spesso l’attenzione mediatica si limita a poche righe. 

È importante che i responsabili, se riconosciuti tali, vengano sanzionati, ma sarebbe altrettanto giusto riflettere anche su chi, senza adeguati fondamenti, contribuisce ad alimentare procedimenti destinati poi a non approdare a nulla.

L’apertura dell’indagine per corruzione sul Ponte sullo Stretto è destinata ad avere un forte impatto sul dibattito politico e istituzionale. L’opera rappresenta uno dei dossier infrastrutturali più discussi d’Italia e ogni sviluppo giudiziario rischia di riaccendere il confronto tra chi sostiene e chi contesta la realizzazione del collegamento stabile tra Messina e Villa San Giovanni.

Questo già ci lascia perplessi, è l'ennesimo colpo di coda dei No Ponte o una farsa?

Sul piano giudiziario, il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e saranno i successivi accertamenti a definire il quadro probatorio, ma già i No Ponte hanno in tasca il giudizio finale.

Sul piano politico, invece, la notizia arriva in un momento delicato del percorso amministrativo e potrebbe riaprire il confronto sulla gestione dell’opera, sulle garanzie di legalità e sulla solidità dei controlli pubblici. E qui i dubbi sorgono irreparabilmente, specie dopo l'ultimo referendum, quindi l'indagine dovrebbe essere silenziosa, e chiara, per appurare i fatti e i dubbi che chiaramente sorgeranno.

Ricordiamoci il Processo a Berlusconi "Stato Mafia" che dopo anni ha scoperto che nessuno era colpevole, ma che ha tormentato l'ex premier sino alla sua morte.

La società Stretto di Messina respinge ogni ipotesi di coinvolgimento e conferma la piena disponibilità a collaborare con gli inquirenti. La Procura di Roma, nel frattempo, prosegue con gli accertamenti. Sullo sfondo rimane il futuro del Ponte sullo Stretto, un’infrastruttura che continua a dividere il Paese e che oggi si trova al centro di una nuova e delicata fase giudiziaria.

Come per il referendum sulla giustizia e il nucleare, chi paga per gli errori della giustizia o degli amministratori, siamo sempre noi.

Masaniello Pasquino


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