Vinitaly sbarca sullo stretto, quando il vino attraversa mari ed oceani

C'è chi sostiene che un buon vino racconti un territorio. Se è vero, allora quest'anno il racconto si arricchisce di un panorama unico: quello dello Stretto di Messina. Per la prima volta Vinitaly and the City approda a Reggio Calabria, trasformando il cuore della città in un grande salotto dedicato al vino, ai sapori e alla cultura del Mediterraneo.
L'8 e il 9 agosto il Lungomare Falcomatà e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria diventano il palcoscenico di degustazioni, masterclass, incontri con i produttori e wine talk. Un percorso che accompagna il pubblico tra i grandi vini della Calabria e quelli del Mediterraneo, con un ingrediente in più rispetto alle tradizionali fiere: il paesaggio.
L'idea nasce dall'esperienza di Verona, dove da anni Vinitaly and the City rappresenta il "fuori salone" della più importante manifestazione italiana dedicata al vino. Se nei padiglioni della fiera si incontrano buyer e operatori provenienti da tutto il mondo, nelle piazze del centro storico il vino diventa occasione di festa, cultura e condivisione.
Non è un caso che il format abbia trovato terreno fertile anche in Calabria. Dopo il successo di Sibari, Reggio Calabriaraccoglie il testimone, dimostrando come il vino possa essere il filo conduttore per raccontare paesaggi, archeologia, tradizioni e ospitalità. Del resto, pochi luoghi riescono a mettere insieme in una sola passeggiata il profumo del mare, i Bronzi di Riace e un calice di Cirò, Greco Bianco o Magliocco.
A sottolineare il valore dell'iniziativa sarà anche la presenza del presidente di Giornalisti Italiani Associati (GIA), che seguirà e sosterrà giornalisticamente l'evento. Proprio oggi, parlando con un collega americano arrivato a Reggio Calabria per un incontro, ha voluto evidenziare la dimensione internazionale che il marchio Vinitaly sta assumendo:
«Vinitaly si muove, e fa bene. Oggi è a Reggio Calabria, ma a ottobre sarà a New York, proprio come il Mediterranean Heart, l'evento dei calabresi nella Grande Mela che si svolge prima e dopo il Columbus Day, il più grande appuntamento italiano al mondo organizzato fuori dai confini nazionali.»
Un parallelismo che racconta una strategia precisa: portare l'eccellenza italiana là dove vivono milioni di italiani e di appassionati del Made in Italy. È la visione del presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, che ha scelto di far viaggiare Vinitaly oltre i confini nazionali, attraversando oceani e continenti per promuovere il vino italiano sulle tavole del mondo, trasformandolo sempre più in un ambasciatore della cultura, dell'identità e dell'economia del nostro Paese.
Per due giorni Reggio Calabria non sarà soltanto una città da visitare, ma un'esperienza da assaporare. E da qui, idealmente, il viaggio continuerà: da Verona allo Stretto di Messina, fino a New York. Perché il vino italiano, oggi più che mai, non conosce confini.
Cris Vicente
